Come rilassarsi a colpi di LibroGame online!

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Come rilassarsi a colpi di LibroGame online!

Ti svegli in una buia mattina di pioggia. Non riesci ad ascoltare il telegiornale o scrollare i tuoi profili social perché l’unico argomento che, inevitabilmente, campeggia da giorni ovunque è il virus che sta falcidiando il tuo paese. Con occhi ancora assonnati, accendi il tuo computer e ti accorgi che gli amici di Niente da Dire sono live sul loro canale Twitch. Ad attirare la tua attenzione è l’insolito titolo e l’altrettanto insolita parola in caps lock che lo caratterizza: oggi LIBROGAME!
Che cos’è un Librogame? E perché la senti tanto vicina ai tuoi gusti nonostante rappresenti per te una novità assoluta? Forse la tua giornata potrebbe assumere una sfumatura totalmente imprevista ma ti fidi davvero del tuo istinto?
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In questi mesi di quarantena, abbiamo riscoperto il mondo dei LibroGame. È nato tutto per caso, nel corso di una conversazione legata alla necessità di fare qualcosa per chi ci segue e anche per noi stessi. “Perché non proviamo a fare un LibroGame in diretta? Uno di noi lo legge, l’altro lo interpreta e chiediamo alla chat di scegliere ai bivi narrativi!” Era il genere di idea che assommava più fattori: la volontà di creare un contenuto capace di generare un clima simpatico e sereno in un periodo così cupo ma anche la riscoperta di uno svago che, nella gioventù di chi scrive, rappresentò una delle forme di relax più bizzarre e affascinanti che si potesse immaginare. Abbiamo affrontato un lento processo di assestamento, cercando di capire quali caratteristiche di quella lettura interattiva destinata a un unico giocatore potessero attecchire anche attraverso uno schermo perché, parlandoci chiaramente, leggere in diretta non ha per molti il medesimo appeal di un match all’ultimo sangue a Overwatch! Eppure, passo dopo passo, abbiamo scoperto che la nostra vecchia passione aveva ancora qualcosa da dire al presente, a chi ci segue e persino a noi stessi.

Mr rob Librogame

Il primo Librogame che mi capitò fra le mani da ragazzino fu “La Rocca del Male” di Steve Jackson e, a distanza di decenni, lo ricordo come la perfetta sintesi tra la volontà di divertire e la necessità di sorprendere. Lo spunto narrativo era quasi quello di un episodio di Assassin’s Creed: entrare in gran segreto in una Rocca abitata dalla feccia di un regno magico e assassinare il Barone che minacciava un conflitto per la conquista del territorio. Semplice, pulito e lineare. Nessuna mappa complessa, le regole di combattimento erano semplicissime e la gestione dell’inventario elementare. C’era solo un piccolo dettaglio capace di complicare le cose all’inverosimile: gli incantesimi. Al momento di iniziare l’avventura veniva chiesto di scegliere un consistente numero di magie di varia natura. Peccato, però, che ogni incantesimo andasse depennato dalla lista una volta usato e mai più recuperato! Ovviamente, questa regola spingeva l’affabile signor Jackson a inventare modi sempre più elaborati per portare il lettore/giocatore a sprecare i suoi incantamenti e ritrovarsi privo di supporto magico al momento del bisogno! Tutto questo mi innervosiva? Sì, ma in maniera sana, come se mi sentissi spronato a concentrarmi sull’avventura, ad analizzare con maggiore attenzione i nemici che dovevo affrontare e le stanze che esploravo al fine di non ricadere nei medesimi errori. Il divertimento e la capacità di coinvolgermi del LibroGame non lasciava mai spazio alla frustrazione che altri svaghi facevano emergere con i medesimi espedienti e il risultato era quello di un passatempo capace di ricaricare le mie batterie usurate da compiti e problematiche infantili (che, ovviamente, vedevo come macro-problematiche su scala nazionale!)

In questi due mesi, ho rivissuto le medesime sensazioni ma non da solo. Giornate che rischiavano di diventare incubatrici di tensione, paura, ansia e nervosismo lasciavano spazio a quella sensazione di piacevole sfida che faceva riaffacciare alla mente lunghi pomeriggi di molti anni fa. Certo, al posto degli incantesimi “limitati” c’era il rischio di leggere capitoli interi di Twilight (sì, quel Twilight!) come punizione nel caso il protagonista fosse morto per una scelta errata ma anche questo contribuiva ad alimentare l’interazione con gli altri utenti e l’interscambio di buonumore. Per un periodo di tempo variabile tra i sessanta e gli ottanta minuti giornalieri non c’erano sirene di ambulanza, bollettini serali, timori a lungo termine che potessero scalfire le risate fatte in compagnia di un LibroGame e di tutti coloro che lo stavano affrontando in contemporanea.

Ora, quelle live verranno caricate su base regolare sul canale Youtube del Rinoceronte ma l’appuntamento su Twitch, riadattato a quella che speriamo sia una Fase 2 destinata a restituirci una parvenza di normalità, resterà. Abbiamo trovato uno strumento capace di suscitare relax anche in un situazione simile e non abbiamo nessuna intenzione di lasciarcelo sfuggire.

 

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