Amore e quarantena: Match and The City con Marvi Santamaria

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Amore e quarantena: Match and The City con Marvi Santamaria

In questo periodo non dobbiamo, soprattutto, dimenticarci dell’Amore. Sia per chi l’ha trovato sia per chi ne è ancora in cerca. Che siano congiunti, affetti stabili, avventure. L’amore, il voler bene, l’essere travolti ha una sola e univoca applicazione: farci stare meglio. Qualcuno dovrà pure aiutarci in questo marasma di decreti e regole che però tralasciano le sfumature emotive che, per alcuni, sono il centro dell’universo.
Abbiamo intervistato Marvi Santamaria, founder di Match And The City, che ne sa più di quanto potremo sperarne di saperne noi e abbiamo pensato bene di scaricarle addosso l’annosa questione sul tema degli affetti in quarantena, tra sexting, primi approcci e appuntamenti virtuali.

NDD: Come ti è venuta in mente questa idea? Raccontaci la tua esperienza personale. 

MS: La collaborazione con Meetic è nata dalla richiesta di fornire ai single o alle neocoppie dei consigli su come superare la distanza fisica in quarantena, per quanto possibile vista la situazione di isolamento. Così ho stilato una lista di 5+1 tips per stimolare i 5 sensi in quarantena, dei modi creativi per continuare a farsi compagnia e a conoscersi, più un ultimo consiglio “bonus” che riguarda la fantasia: un sesto senso fondamentale in questo periodo in cui ci dobbiamo affidare più al potere delle nostre energie mentali ed emotive, invece che fisiche.

NDD: Che piattaforme consigli e sconsigli per “messaggiare” con un amato?

MS: A mio parere non esistono piattaforme da sconsigliare in assoluto poiché ognuna ha le proprie funzionalità e target d’elezione, dunque dipende molto da cosa si sta cercando in una determinata fase della propria vita. Meetic ad esempio ha fatto delle “relazioni autentiche” la propria mission, permettendo a molte coppie di formarsi e trovare una relazione stabile e felice. 

NDD: Prendersi il tempo necessario. Per conoscere una persona, anche tramite app, ci vuole del tempo;  tempo per capire se almeno un po’ ci potrebbe essere un minimo di interesse, tempo per capire se al termine della quarantena varrà la pena incontrarsi. C’è modo di fare con calma. Alla fine di questa situazione si tornerà a ritmi frenetici o ci si abituerà a muoversi un passo alla volta con la cura necessaria?

MS: Questa è una delle grandi domande. Il parere diffuso è che questa quarantena (ma anche la cosiddetta Fase 2 che ci sarà e non sappiamo quanto durerà) abbia portato molti a rivedere le proprie priorità di vita e anche modalità con cui ci si approcciava alle relazioni, probabilmente riflettendo su quante volte si siano incontrate persone per un reale interesse o solo per noia, ad esempio.
Questo farebbe pensare che nel mondo durante e post pandemia, si potrebbe protendere più verso relazioni significative e non mordi e fuggi, ma è solo una ipotesi. Come sappiamo, spesso ci facciamo promesse che poi puntualmente non manteniamo.
Al contempo, io non sono mai stata per lo stabilire una gerarchia di valore nelle tipologie relazionali, quindi non giudico negativamente anche chi, dopo questo periodo, vorrà rapporti non impegnati e di puro divertimento (anche perchè ci ritroveremo molto appesantiti mentalmente!).
La grande domanda su cui mi sto interrogando in verità è se per via della paura sociale riusciremo ancora a incontrare nuove persone, che sia per una notte o per l’amore della vita.

NDD: È davvero diverso il modo e la velocità con cui scegliamo una persona, dal vivo o via app?

MS: Assolutamente, differiscono ed è inevitabile, dato che i mezzi che utilizziamo connotano in un certo modo le relazioni che intessiamo tramite quei canali. Per me vale anche per le relazioni la famosa frase di McLuhan “il medium è il messaggio“.
Ma ci tengo a dire anche che per me questo vale fino a un certo punto, altrimenti vorrebbe dire che, secondo il pregiudizio negativo diffuso, sulle dating app non sia possibile trovare l’amore ma solo rapporti superficiali, e invece i dati ci dimostrano che negli anni sempre più coppie si formano tramite le piattaforme d’incontri.
Quindi a parer mio il mezzo incide, ma anche le persone, con i loro caratteri e bagagli personali, giocano la loro parte nel determinare il tipo di rapporto che creano con gli altri.

NDD:  Essere in quarantena ci rende più audaci? L’idea di questo periodo surreale ci porta a lanciarci di più nel gioco del corteggiamento senza filtri e senza ripensamenti?

MS: Credo di sì, ad esempio nella mia community Match and the City ho riscontrato casi di donne che dopo aver tentato di chattare con qualcuno, sono quasi scappate dalle app perchè hanno visto aumentare il pressing da parte di alcuni uomini di fare sexting e farsi inviare materiale sessualmente esplicito, e in quel momento quel loro desiderio non incontrava il consenso delle interlocutrici (il consenso è un fattore imprescindibile!). Oppure casi di ragazzi che hanno notato una maggiore audacia da parte di alcune donne in chat. Ovviamente parlo di uno spaccato sostanzialmente eterosessuale, che è quello che mi segue per lo più e da cui raccolgo aneddoti; sarebbe interessante per me ad esempio capire se ci sono state variazioni anche in altri orientamenti sessuali… immagino di sì.
Di fatto diverse persone a causa dell’isolamento, che ci ha tolto possibilità che davamo per scontate (uscire a cena con qualcuno, prendersi un caffè dal vivo), ha spinto molti a considerare opzioni differenti che magari non avevano mai osato sperimentare, come ad esempio appunto usare un’app per incontri e fare sexting o sesso virtuale.

NDD: Gli inizi. Utilizzando le app per il dating uno dei grandi problemi è “come rompere il ghiaccio”. Spesso quando si va a contattare la persona che ci interessa, non c’è riscontro dall’altra parte,  nonostante i super “match”. Come mai? Quali meccanismi entrano in campo?

MS: È vero, il fenomeno delle chat senza risposta è molto frequente e va ad alimentare quello che da tempo chiamo “il cimitero delle chat” sulle dating app. Il punto è che c’è molta offerta sulle app: ci sono decine di possibilità al giorno di poter entrare in contatto con qualcuno, dunque il sovraccarico di chance può finire per non far approfondire nessuna conversazione. Così, classicamente si lasciano tanti like, si ottengono diversi match, si prova ad avviare la chat, ma poi l’altra persona non risponde, oppure se siamo noi a essere stati contattati non rispondiamo a tutti perchè abbiamo altre decine di chat potenzialmente più interessanti in cui buttarci.
Un altro fattore che incide sulla “morìa” delle conversazioni online secondo me è anche il fatto che molte di queste hanno copioni ripetitivi e standardizzati: se si è delle persone che tengono ad avere conversazioni stimolanti da subito, di essere stupite dalla prima battuta, è molto frequente non rispondere a chat che cominciano con un semplice “ciao, come va?”.

NDD: “Red flag”. Ci sono degli elementi che portano a chiudere i battenti ad una nuova conoscenza? Frasi, affermazioni, comportamenti che ci devono mettere sul chi va là e a mandare un messaggio di “a mai più”?

MS: I campanelli di allarme ovviamente variano da persona a persona, perchè siamo tutti diversi, ma alcuni ho notato essere ricorrenti, in questi anni di raccolta di storie e opinioni dalla mia community Match and the City.
Sono quegli stessi campanelli che fanno scattare il “disagio” di cui parlo spesso sia in maniera seria che ironica, cioè quel disagio che ci fa archiviare quell’incontro o quella conversazione in chat.
La lista in verità sarebbe lunga, ma ad esempio, dato che spesso ci sono profili fake su questi siti oppure alcuni non dichiarano di essere impegnati nella bio, si diffida molto da chi ha un profilo senza foto, oppure ha foto che ci sembrano inautentiche, o ha un nickname invece di un nome reale, e così via. Tutto ciò che sentire “puzza di bruciato”, principalmente perchè si avverte di non star giocando ad armi pari e con onestà.
Altri elementi di disagio, soprattutto per le donne in quanto c’è uno sbilanciamento socio-culturale molto forte in questo (nel dating online si riflettono il sessismo e il maschilismo della società), è appunto la pressione che si può ricevere da alcuni uomini per sexting o invio di foto: è come viaggiare su due binari totalmente diversi. Del resto, ciò che porta a conversazioni e incontri soddisfacenti è proprio quel famoso “match”: avere cose in comune, trascorrere del tempo piacevole insieme e non a senso unico, che sia online o offline.

NDD: Cosa ne dici degli errori di grammatica in chat?

MS: Rispondo con una citazione dalla graphic novel di Cristina Portolano (“Non so chi sei”, Rizzoli), che parla proprio delle vicende di una ragazza su un’app di incontri: “chi parla male o scrive male in chat a delle sconosciute, è uno che pensa male e vive male”.
Il fattore grammaticale per alcuni può essere un forte elemento respingente e per me lo è abbastanza, lo ammetto, poiché mi fa percepire che l’altra persona è poco coinvolta e sciatta nella conversazione, oltre al fatto che se non sono errori di distrazione ma errori grammaticali gravi purtroppo questo incide anche sugli argomenti di cui potremmo parlare (seppure non è che si debba per forza sciorinare la Divina Commedia sulle dating app).
Mi rendo conto che mettere questa barriera può risuonare discriminatorio ed escludente verso persone che per svariati motivi hanno un livello d’istruzione diverso, ma credo anche che, siccome sulle app si cerca quel famoso “match”, abbiamo la libertà di non farci piacere per forza una persona che scrive male (questo ovviamente non legittima a offenderla in chat perchè fa degli errori, sia chiaro!).

NDD: Il consiglio più importante per fare sexting.

MS: Assicurarsi prima di tutto che l’altra persona sia consenziente. Questa per me (ma non sono la sola a sostenere questa posizione) è la condicio sine qua non di qualsiasi interazione umana.
Accertato il consenso, l’altro consiglio che mi sento di dare è ascoltare molto l’interlocutore/trice: il sexting non è un’attività egoriferita, è un dialogo e in parte anche un’arte, l’arte di riuscire a mettersi in connessione emotiva e viscerale con chi ci legge a distanza. Connettere le nostre fantasie alle sue.

Ringraziamo Marvi, avete preso nota? No? Chiedete a lei: ascoltatela qui!

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