In difesa dell’Eroe: Macaone e Podalirio

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In difesa dell’Eroe: Macaone e Podalirio

Conoscete Macaone e Podalirio? No? Ohibò, non siete molto ferrati nella mitologia greca.

Tranquilli, ve lo spiego io chi sono, prestate attenzione.

Macaone e Podalirio erano due fratelli e medici illustri che parteciparono alla guerra di Troia, entrambi figli di Asclepio ed Epione. Figli d’arte, i ragazzi, perché il papà era figlio niente popò di meno che del dio del sole Apollo, che è anche il dio delle arti mediche . Con un dio del genere, Asclepio non poteva che imparare la stessa arte medica ed esplorarla in ogni suo meandro, arrivando addirittura a trovare il modo di resuscitare i morti. Ovviamente la cosa non piacque molto a Zeus ed Ade, che decisero di fulminarlo lì sul posto. Così Asclepio ascese negli astri e divenne il dio della medicina.

Ma mi sto dilungando troppo, capita quando parlo di mitologia greca.

Dunque: Macaone e Podalirio erano dunque i figli del dio della medicina, e ovviamente anche loro diventarono dei medici portentosi e ognuno si specializzò in due diverse branche della medicina: Macaone divenne un chirurgo, mentre Podalirio un medico generico. Ed entrambi erano di una  bravura sbalorditiva: Macaone riuscì a curare in pochi attimi la ferita da freccia che Menelao subì durante il duello contro Paride, una ferita quasi mortale,e riuscì a rimuovere la ferita putrida e avvelenata al piede di Filottete, il formidabile arciere possessore delle armi di Eracle. Podalirio non fu da meno: liberò l’intero esercito greco da una orrenda epidemia e, finita la guerra, curò con immensa facilità l’incurabile malattia della figlia del Re di Caria, Dameto. Insomma, roba da niente.

Ma la cosa che li rende ancora più speciali è che loro erano anche formidabili guerrieri, e combatterono la famosa guerra in prima linea e con valore, rischiando le loro vite assieme ai loro soldati. Cosa indescrivibile per due medici così importanti per la cura e la salvaguardia dell’intera armata achea. Lo sanno tutti: Se il medico muore, chi può salvare gli eroi.  Perché allora rischiare tanto?

Semplice: per difendere  i loro pazienti anche sul campo di battaglia, quei eroi di cui noi abbiamo letto tante volte nelle splendide pagine scritte da Omero.

Non c’è bisogno di ricordarvi che periodo pericoloso e cupo stiamo vivendo in questi ultimi mesi. Una vera e propria “guerra”, combattuta in due fronti: c’è chi resiste rispettando le normative che ci sono state assegnate e c’è chi combatte in prima linea, affrontando questo mostro anteponendo la salvaguardia dei suoi pazienti alle loro stesse vite. I nostri medici e infermieri, quei centinaia di migliaia di Macaone e Podalirio che sono scesi in campo sfoderando una spada immaginaria che è la loro conoscenza , combattono con coraggio e sprezzo del pericolo un nemico davvero ostico da abbattere, non soltanto per sconfiggerlo, ma per difenderci da esso.

Sì perché gli eroi esistono, ma chi li difende? Chi può curare da una freccia mortale un eroe spartano? Chi può debellare un’epidemia che può uccidere anche l’invulnerabile Achille? Loro sono eroici, ma non immortali. Ed ecco che arrivano in soccorso i difensori degli eroi, persone che non verranno ricordate nelle menti degli appassionati, ma che il loro intervento ha permesso che la storia continuasse, che l’eroe che tanto amiamo non termini la sua campagna prematuramente. E per difenderci, si spingono più in là, abbracciando le armi e ponendosi in prima linea, incuranti delle loro vite, per dare agli eroi l’opportunità di compiere meraviglie. Magari non sentirete i loro nomi nei versi di una canzone bardica, o troverete solo un misero trafiletto nelle pagine di un poema epico, ma quei difensori sono il pilastro di quelle storie, coloro che ne hanno reso più avvincente le vicende e che alla fine, contribuiscono pesantemente a scrivere la parola “fine”.

Per ogni Achille o Ulisse, c’è sempre un Macaone e un Podalirio. Un eroe e il suo difensore.  L’uno non può esistere senza l’altro, ed entrambi combattono fianco a fianco per poter vedere ancora l’alba di un nuovo sole.

E, fidatevi di me, l’alba sta per sorgere anche per noi.

Attore Novizio al vostro servizio!

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