Chi fa la guardia al cibo mentre siamo in casa?

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Chi fa la guardia al cibo mentre siamo in casa?

Forse non tutti sanno che i veterinari salvaguardano le nostre vite ogni giorno, da lontano, senza che nessuno se ne accorga, ma lo fanno.

Infatti non solo si prendono cura degli animali domestici, da allevamento e selvatici, ma si occupano anche del controllo dell’igiene degli alimenti di origine animale che mangiamo ogni giorno. Si occupano del benessere di quegli stessi animali che verranno macellati o che produrranno latticini o uova e del loro stato di salute. Praticamente i veterinari sono delle mamme.

La Sanità Pubblica Veterinaria (SPV) si interessa di tutte le fasi della filiera alimentare: dalla selezione delle materie prime, fino alla vendita del prodotto finito. Vengono effettuate ispezioni negli allevamenti per garantire lo stato di benessere animale, si fanno prelievi di campioni e analisi di laboratorio, controlli igienici degli operatori e controlli sui sistemi di verifica della qualità dei singoli imprenditori. Ovviamente i controlli vengono svolti anche alle merci che arrivano da altri Paesi presso le dogane aeroportuali, portuali e stradali. Insomma, non ce ne scampa nessuno.

Alcune malattie che interessano gli animali potenzialmente sono anche in grado di affliggere l’uomo, sono le cosiddette zoonosi. Non necessariamente si trasmettono per contatto diretto, ma possono anche essere contratte indirettamente tramite l’ingestione di un alimento infetto. Ed è esattamente qui che entrano in gioco loro, i nostri eroi silenziosi: i veterinari.

Lo so, fa strano.

Non so se avete mai passato del tempo a pensare da dove arriva il cibo che masticate (magari anche ora), sta di fatto che è il frutto del lavoro di decine e forse centinaia di operatori che salvaguardano l’integrità degli alimenti che mangiate voi, i vostri animali e anche degli animali che mangerete (e i loro prodotti).

Rischiamo sempre di sottovalutare il ruolo del veterinario, perché “cura solo gli animali, mica le persone”. È invece credenza completamente sbagliata che esso abbia meno responsabilità di un medico “umano“. Il controllo della salubrità di ogni singolo animale sul nostro pianeta passa per le loro sapienti mani. Il loro benessere, di conseguenza, coinvolge anche l’umanità e l’ambiente di cui siamo circondati. Pensiamo in grande come se la salute di uno, fosse la salute di tutti. Questo concetto si chiama One Health.

L’ISS (Istituto Superiore della Sanità) persegue questo modello sanitario (One Health): una visione olistica che riconosce come la salute umana sia indissolubilmente legata a quella ambientale e animale. Ormai molti enti sanitari del Globo riconoscono che il modo in cui l’uomo vive e si relaziona all’interno del suo ambiente pone le basi per il miglioramento della qualità della sua stessa vita. Questo passa attraverso l’integrazione di settori molto diversi fra loro, anche se ad un primo sguardo potrebbero non legarsi tra loro; parliamo di medici, medici veterinari, psicologi, economisti, sociologi, ambientalisti, antropologi, ecc.

La visione olistica ci permette infatti di vedere oltre a quello che è il problema, non solo alla cura della sua manifestazione, ma bensì andare alle radici del problema, cioè alla sua causa reale, per estirparlo. In soldoni, l’ISS non mira a curare “solo” l’uomo come singolo, ma sana tutto quello che rientra nei contesti ambientali attraverso i quali l’umanità si articola. Ciò comporta lo stretto coinvolgimento della SPV e di altri enti sanitari, uniti tutti sotto la stessa egida.

Tutti possiamo contribuire alla salute mondiale. C’è chi lo fa, anche se non ce lo ricordiamo, come i veterinari, c’è chi lo fa sotto gli occhi di tutti, come gli infermieri, ma ognuno di noi in realtà può dare il suo contributo. Anche se non siete veterinari super fichi. Se invece lo siete, continuate così!

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