Editoriale: Viaggiando stando fermi

Il tema di questo mese doveva essere viaggi, in realtà lo è ancora, tuttavia non ce la siamo sentita di esplicitarlo.
Anche se ora che ci pensiamo lo abbiamo appena fatto.

I viaggi sono una costante importante del nostro lavoro: collaboriamo con due agenzie viaggi e Monica, Viola e Alessandra sono sempre in giro per un motivo o per l’altro. Con ciò che sta succedendo nel mondo, per un momento dobbiamo mettere in pausa i viaggi, ma questo non significa dimenticarsi di quanto è meraviglioso esplorare conoscere e scambiare emozioni.
Questo numero di niente da dire non è governato dal timore e dalla paura, non troverete pagine che parlano di sofferenze e perdite, questo numero è dedicato ai viaggi.
Forse non ai viaggi fisici, non ancora, ma a quelli che possiamo fare con la mente e il cuore.
Un viaggio che porta il nostro pensiero ai nostri cari anche loro chiusi in una stanza da qualche parte in un paese lontano. I viaggi che possiamo fare in casa leggendo un libro, guardando un film, esplorando un fumetto, giocando a un videogame. Tutti i viaggi che al momento ci sono rimasti. Mentre aspettiamo di poter tornare a viaggiare sul serio.
Se ci pensate bene non è poi così difficile, certo questo non significa nemmeno che sia facile, ma immaginate di stare preparando un’enorme valigia, una valigia fatta di esperienza e di cultura, un baule ancora più grande che poi porterete con voi ad ogni passo che farete, lo prendete e lo farete guardare da ogni persona che incontrerete lungo il nostro cammino.
Questo mese sarà una grande rincorsa per andare ancora più veloce. Una lunga scelta di cosa indossare quando potremo finalmente uscire, noi in redazione crediamo che mai come ora siamo stati vicini gli uni agli altri, anche se non possiamo stringerci, anche se non possiamo darci pacche sulle spalle, anche se non possiamo abbracciare chi amiamo. Anche se non possiamo fare tutto questo, non siamo mai stati così vicini. E quando sei così vicino da appoggiare le labbra contro l’Orecchio di una persona potresti dirle tutto, ma poi scopri che in momenti come questo l’unica cosa rimasta da fare è non dire niente.
Questo numero di niente da dire è dedicato a chi sta viaggiando nel modo che preferisce, a chi suona su un balcone, a chi lotta negli ospedali.
La copertina di Alessandro Ferioli è questo. Un viaggio che possiamo fare solo ora.

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