Il Giallo delle Poltrone Rosse

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Il Giallo delle Poltrone Rosse

Milano. Quasi. Talvolta, trascorrere una domenica mattina fra i piccoli paesi lombardi può rivelarsi più elettrizzante del previsto. Due membri della redazione di Niente da Dire, nel corso di una di queste circostanze, hanno scoperto come la semplice ricerca di un paio di poltrone potesse trasformarsi senza preavviso in un appassionante giallo hard-boiled, di quelli alla Philip Marlowe intrisi di nicotina, scazzottate e pedinamenti. Proprio per questo motivo, ecco il resoconto di quella giornata, narrato utilizzando l’equivalente di un filtro instagram (ma letterario), che conferisce al tutto una patina old-style e una costante soundtrack di sax come sottofondo. Buona lettura!

La domenica mattina è fatta per riprendersi dai sabati sera, questa dovrebbe essere una regola non scritta. Peccato che non esista giornata di riposo nell’agenzia investigativa Rhino & Rob e i titolari della stessa lo sappiano bene.
L’obiettivo di giornata sembra semplice: indagare sulla concreta possibilità di recuperare due poltrone di colore rosso, cardine di un progetto futuro dalle connotazioni misteriose. Rhino ha ricevuto una soffiata  relativa a un vecchio cinema di paese, ormai adibito da anni a magazzino. Quale luogo migliore di una fumosa sala di periferia per ritrovare vecchie poltrone avvolte da  velluto rosso? Sembra l’idea perfetta e l’unico modo per concretizzarla è rivolgersi al prete locale, il solo intermediario per l’accesso a quell’edificio.

Rhino & Rob si rendono conto in questa circostanza di essere totalmente a digiuno di rudimenti quali “A che ora termina la messa domenicale?” così decidono di mettere a frutto una delle skill basilari di ogni bravo detective: la capacità di appostamento.
Sorvegliare un uomo di Chiesa, però, getta una luce particolarmente inquietante su chiunque. Per evitare di attirare eccessive attenzioni, Rhino & Rob chiedono informazioni alla Perpetua che, pur mantenendo una sana dose di scetticismo, li direziona verso il diretto interessato. Il simpatico prete  accetta di far loro visitare lo stabile ma il primo passo di questa indagine si rivela un buco nell’acqua: nessuna poltrona disponibile, nonostante lo spazio sia bellissimo. In compenso, l’uomo di Chiesa pensa che i due siano illuminati mecenati, pronti ad acquistare il lotto intero e permettergli di sbarazzarsene. La delusione a fronte della loro spiegazione sarà forte.

Rhino mette sul tavolo la seconda pista possibile: un teatro ormai inutilizzato da decenni nel quale lui stesso aveva calcato le assi del palcoscenico per poi abbandonarlo, suscitando lo stesso sdegno di Alfred Pennyworth quando smise di recitare per diventare il maggiordomo della famiglia Wayne. Una rapida corsa in auto ed ecco i due detective  affacciarsi al portone sprangato del locale. L’atmosfera intera, vista attraverso le grate, profuma ancora di risate, musica e standing ovation in stile Broadway.
C’è solo un luogo in cui recarsi per ottenere qualche dettaglio su quell’edificio: il palazzo del Comune. Nonostante la porta spalancata, però, sembra che gli uffici rispettino l’orario di chiusura domenicale. Eppure, l’orecchio allenato di Rob percepisce un vociare indistinto al piano superiore. I due detective prendono l’ascensore, pronti a estrarre il ferro per affrontare qualunque minaccia… e, invece, irrompono nel pieno dell’inaugurazione di una mostra celebrativa dedicata a una associazione sportiva del territorio! Strette alcune mani e scambiati sorrisi di ordinanza, diventa chiaro che i due non potranno uscire senza affrontare una visita guidata della mostra. Ma sono proprio le difficoltà della vita da strada ad averli temprati e così, per quanto la mostra si riveli davvero interessante, Rhino riesce a dirottare la conversazione con la Guida proprio in direzione del teatro.

Poche battute, velate allusioni e scatta un violento deja-vu: pare che anche il referente del secondo teatro sia un prete, ovviamente impegnato nella sua messa domenicale (ma che si svolge in orari differenti da quella affrontata in precedenza; perché mai? Forse per permettere ad alcuni fedeli di godersele ambedue? Mah!)
Stavolta, si opta per il più classico degli appostamenti all’americana, fingendo di mangiare un pranzo acquistato ad hoc e tenendo d’occhio l’obiettivo da distanza. Basta aspettare che un piccolo gruppetto di cittadini si riunisca attorno al prete per mescolarvisi, approfittare della vicinanza  e porgergli la solita domanda.
La conversazione non ha bisogno di abili forzature: Rhino & Rob ottengono un agognato numero di telefono e la promessa di un futuro colloquio per valutare la situazione.

Lo sappiamo che interrompere la nostra narrazione proprio qui possa sembrare una mancanza di rispetto (e di climax) ma ci siamo già dilungati abbastanza e questa potrebbe non essere l’ultima avventura del duo di detective. Immaginateli, quindi, dirigersi verso la loro auto, rigirandosi il foglietto fra le mani ed elaborando nuove strategie. Potrebbe accadere qualsiasi cosa come potrebbe non accadere nulla e forse è proprio questo il bello di simili avventure. Noi di Niente da Dire vogliamo correre il rischio e, anche se non dovesse accadere nulla… beh, sarà un nulla che ci divertiremo a infiocchettare per voi!

(Continua…?)

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