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Tre domande a chi lancia e a chi riceve componenti: I Miwa

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Tre domande a chi lancia e a chi riceve componenti: I Miwa

Prendete dello ska, aggiungete un po’ di rocksteady e del reggae inciso di fresco, condite con della disco e del punk’n’roll appena colto.
Quello che otterrete sarà il sound un po’ matto e penetrante dei MIWA.
La Cartoon Cover Band Miwa e i suoi componenti nasce nel 1999 con l’idea è di dare alle sigle dei cartoni animati e non solo, nuovi ritmi e vitalità. Sebbene con il loro stile la band si distingua subito dalle altre, dovrà lavorare per diversi anni prima di cogliere i frutti delle proprie fatiche. L’anno della svolta è il 2006 e il contest è quello in cui si sfidano le migliori CCB dello stivale. Svoltosi durante il Lucca Comics e con la giuria composta da alcuni degli autori delle sigle con cui le band si sono esibite: Douglas Meakin, Dave Summer e Mike Frazer.
I Miwa vincono e da allora il connubio con il LC&G diventa indissolubile.

Dal 2010 la loro “divisa” ufficiale è il completo de Le Iene unito a maschere di supereroi DC e Marvel (e anche un Uomo Tigre). Ad oggi hanno all’attivo quattro album, centinaia di concerti alle spalle e altrettanti davanti a loro.
Per l’occasione abbiamo parlato con Michele, bassista e fondatore del gruppo, ed è stato chiaro fin da subito che ci sarebbe stato da ridere. Questo gruppo di musicisti, che per prima cosa è un gruppo di amici, fa quello che tutti gli amici che si trovano bene insieme fanno; si divertono. I viaggi per i concerti, i preparativi e tutta l’organizzazione che precede un esibizione li diverte quasi più del concerto stesso perché diventa un pretesto per fare insieme quello che amano: della musica grandiosa.
Lanciamoci quindi con le domande, le cui risposte siete invitati a immaginare in accento toscano.

NDD: Non che noi non ne siamo contenti, ma perché tra tutti i generi musicali, proprio sigle di Cartoni animati?

MIWA: La cosa è nata venti anni fa assistendo al concerto di un altro gruppo che faceva cover di sigle di cartoni animati. Risentii dopo anni dalla mia infanzia quelle sigle che non ascoltavo da tantissimo tempo e mi emozionarono moltissimo. Per cui, folgorato sulla via di Damasco dissi: “Cavolo allora lo faccio anch’io!” Vent’anni fa creai i Miwa, proprio per un discorso di emozione legata al ricordo di quelle canzoni che erano sopite nel nostro cuoricino di bimbi piccini. Ricordo che pensai: nooo me lo ricordo questo. È quello che ha motivato tutto. Poi, in vent’anni le persone che sono passate dal gruppo sono state tantissime. Qualche tempo fa feci il conto ed erano cinquantatré, le persone che erano passate dai Miwa. Attualmente siamo in sei persone sul palco. Poi da alcuni anni è nata anche la Marching Band che ha allargato la famiglia e adesso siamo in totale, sostituti compresi, una quindicina di persone.

NDD: Stiamo attraversando il boom delle serie televisive. Ve ne sono sicuramente c’è ne sono alcune che seguite e apprezzate più di altre. Pe quale di queste vi piacerebbe fare la cover?

MIWA: Allora delle sigle onestamente ti dico di no però ci siamo ispirati ad una serie in particolare per il prossimo spettacolo dei Miwa. La serie in questione è Stranger Things. Nei prossimi mesi vedrete di cosa si tratta.

NDD: Cosa ti lascia senza Niente Da Dire?

MIWA: Che cosa mi lascia senza un po’ di soldi (risata). Dunque, che cosa mi lascia senza niente da dire? Vediamo un po’. A me piace fare le interviste, sò sincero quindi se me voi fà altre domande sò contento. Non lo so ci dovrei pensare. Forse un ricordo. Un ricordo di tanti anni fa, del 2011, quando suonammo sul palco del Lucca Comics con Vanni e la Cristina e quella fu penso la serata che ricorderò per tutta la vita perché, a parte che suonare con i Big non è una cosa che capita tutti i giorni e non a tutti. Ma soprattutto ricorderò sempre il momento in cui salimmo sul palco, ci affacciammo di là, il pubblico ci vide e l’onda d’urto che si scaturì dal boato di queste diecimila persone che c’erano davanti. Una cosa che ricorderò per sempre e che mi ha lasciato senza Niente Da Dire.

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