Sognando Boomers

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Sognando Boomers

Gennaio è uno di quei mesi in cui si sogna: si sogna che l’anno che inizia sarà migliore del precedente, si sogna di non fare gli stessi errori del passato, si sogna che il destino, l’universo, Dio o chi vogliamo, ci conceda più opportunità… e in cambio noi doniamo i nostri buoni propositi e le migliori intenzioni.
Io per prima mi inserisco in questa schiera, ogni fine anno stilo un elenco di obiettivi più o meno raggiungibili, sigillo tutto e dopo 365 giorni riapro la busta che gelosamente nascondo ai miei stessi occhi per non essere ossessionata da quello che mi sono prefissata. Ogni volta con sorpresa noto che ho raggiunto cose che reputavo impensabili, altre più sciocche magari non le ho raggiunte, altre ancora non mi interessano più mentre per ulteriori c’è ancora tempo e le reinserisco nella nuova lista.

Sembra sciocco ma tante volte sogniamo e non sappiamo bene che cosa. Vogliamo un miglioramento, vogliamo sentirci meglio, vogliamo raggiungere qualcosa, ma di fatto, che cosa? Quante volte ci fermiamo semplicemente a fare un elenco di quello che desideriamo davvero? Non serve farlo spesso, appunto, una volta all’anno, ma quella singola volta, anche se è un gesto minimo e forse un po’ stupido, è qualcosa che aiuta a raggiungere i sogni. Avere qualcosa di nebuloso nella testa, un obiettivo (o più) vago, non lo rende affatto realizzabile, ma solo qualcosa destinato a stare nel cassetto e a farci chiedere chissà perché non si realizza. Questo non significa che scrivere su un pezzo di carta cosa vuoi essere, ti renderà tale, servono anche tanto impegno, costanza, volontà e FORTUNA. Indubbiamente.

Ma facciamo un passo indietro, su che cosa significhi sognare in quest’epoca.
Leggo molti articoli qua e là, riguardo come la generazione di Millenials sia tremendamente sfortunata: vittima degli incalcolabili errori dei Boomers, si deve accontentare di briciole lasciate da altri e pure viene insultata perché non ha i soldi per staccarsi da mammà prima della pensione che comunque non vedrà mai. Le generazioni precedenti li hanno privati di tutto, del futuro e dalla capacità stessa di sognare perché ovunque ci si volti, non c’è un futuro ad attendere le nuove generazioni ma solo la distruzione inevitabile lasciata dal passaggio di irresponsabili che si ostinano a non voler mettere fine alla loro brama di potere.

Dall’altra parte, ho trovato altrettanti studi su come i Millenials siano incapaci di apprezzare quello che hanno; sono inutili e lamentosi bambocci che non si rendono conto di vivere in quella parte di mondo dove sognare è possibile, mentre altrove, anche solo pensare di poterlo fare è un lusso. Qui le opportunità sono infinite ma non le sanno sfruttare: c’è spazio anche per loro ma sono troppo pigri per battersi per i propri ideali.

Chi ha ragione?

Siamo viziati figli di un’epoca in cui il consumismo estremo ha logorato tanto la nostra anima da renderci vuote carcasse lagnose oppure siamo ignari sacrifici umani innalzati al dio denaro in cambio di una prospera generazione di baby boomers?
Ci vorrebbe una vera e propria epic rap battle (che c’è, non mi fa impazzire ma eccola qui se siete curiosi ) per stabilire chi vince!

 

Scherzi a parte, è questo il punto: perché ci deve essere una guerra tra generazioni? Questa è la vera assurdità, ma se ci pensate, lo è di ogni epoca.

Se qualcuno ha mai letto Cicerone e Seneca, che sono l’equivalente romano di “Te lo buco quel pallone”e di “Ma perché vai in giro ché sei vecchio?”, saprà che non è un problema di un’epoca singola quello dello scontro tra generazioni. Gli anziani incolpano i giovani di non impegnarsi abbastanza e i giovani incolpano gli anziani di render loro la vita impossibile.
Non è con la guerra, fisica o virtuale che sia, che si risolvono i dissidi.
Perché deve esserci sempre qualcuno che vince? Pensiamoci un attimo: se qualcuno vince, qualcun altro perderà, e sarà mia madre o mia figlia, oppure mia nonna o mia nipote… quindi, perché devo davvero mettermi in questa condizione?

Bene, allora torniamo ai nostri sogni.

Che sia un posto dove possiamo o non possiamo sognare quello che ci hanno lasciato le generazioni precedenti, l’unica cosa che davvero dovremmo fare è cercare di trovare la nostra via verso ciò a cui davvero aspiriamo. Certo, magari non aspiriamo a distruggere il mondo ma salvo gravi patologie mentali, non credo che sia l’obiettivo di nessuno.
Non voglio fare politica internazionale, anche se so che molti staranno pensando ai grandi del mondo che stanno davvero cercando di distruggerlo. Ebbene, tu che stai leggendo non sei Trump né Kim né Salvini né il Papa (credo, in caso, ciao!): sei te stesso e anche tu hai la tua parte da fare in questo mondaccio. Loro sono pochi, noi siamo tanti, e se c’è un sogno che non voglio smettere di avere è quello che un giorno tutti si possano rendere conto del proprio valore.
Io sono consapevole di essere un puntino in una massa di miliardi, ma voglio farmi valere, voglio essere felice con quello che quest’epoca ha da offrirmi: che sia tanto o poco, non sta a me giudicarlo, tutto quello che posso fare è continuare a far sì che i miei sogni diventino realtà.

 

1 comment

  1. Cello
     —  Rispondi

    Avere un nemico, un qualcuno da incolpare per i problemi che dobbiamo affrontare è indubbiamente uno dei modi migliori per farci sentire meglio. Siamo abituati a dover cercare per forza di cose un colpevole, un qualcuno su cui far ricadere le colpe, come se trovare questo capro espiatorio possa in qualche modo magicamente risolvere la situazione. Abbiamo questa convinzione distorta che senza il soggetto che ha causato una situazione, questa situazione non si possa risolvere e quindi finiamo per dimenticarci il vero obiettivo, quello cioè di risolverla questa situazione.
    Mi è capitato di ascoltare degli “importanti manager” riguardo certe questioni di problem solving che ricercano nei propri dipendenti. Manager che sottolineavano come la cosa più importante è solo e soltanto la capacità di risolverlo quel problema, di mettersi li a studiare un modo per porvi fine, per quanto possa essere difficile e complicato. Sono quelle persone che si concentrano sulle soluzioni quelle veramente valide e che possono offrire nuove prospettive e speranze. Ecco allo stesso modo dovremmo riuscire ad agire noi, a concentrarci sulle soluzioni possibili. Le cause è bene conoscerle per non ripeterle, ma dobbiamo essere dei meri osservatori temporanei del passato, non dei viaggiatori nel tempo che si stabiliscono lì per non uscirne più, perchè è proprio questo che secondo me stiamo facendo.
    Siamo impegnati ad una estenuante ed infinita caccia al colpevole, che come risultato ha solo quello di risucchiarci le energie, lasciandoci poi incapaci di riprendere il sentiero principale.
    Ed in particolare in Italia. Siamo un popolo che ha visto tanti colpevoli venire assolti, ed ora siamo ossessionati a livelli spropositati dal punire qualcuno, ancora prima di pensare ad un modo per porre rimedio ai crimini, ai problemi causati. Allo stesso modo i giovani incolpano i vecchi ed i vecchi i giovani, senza pensare ad una vera, concreta, valida e magari alternativa soluzione.
    Noi neanche osserviamo il dito al posto della luna, no, cerchiamo di capire chi è il Saggio.

    Mi piacerebbe avere una soluzione, nel mentre mi rimetto alla ricerca dei miei sogni, accogliendo il suggerimento.

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