Brindisi al Cinema

Reveal more

Brindare al Cinema: cinque frasi da dire a Capodanno

Brindare alzando il calice, che il liquido all’interno sia alcolico oppure no poco importa, urlando qualcosa tipo “al nuovo anno” è una tradizione che a non tutti piace portare avanti. Le frasi da urlare con le braccia tese non sono poi molte da dire tolta la precedente e il brindisi rimane sempre quello, conta altro, i sorrisi e le persone con le quali si decide di portare avanti questo “spreco” di bollicine.
Con Niente Da Dire è stato un grande anno, il primo, il primo di molti. Abbiamo festeggiato, festeggeremo ancora, insieme e insieme a voi, ma cosa urleremo al cielo per non sembrare troppo banali? Abbiamo pensato di fare una piccola top five di brindisi famosi, ma comunque persi nel tempo della cellulosa, brindisi da film, nessuno di essi “per l’anno nuovo” ma comunque, tutti, con un significato.
Cominciamo e Buon Anno!

Alla salute delle donne con le gambe storte!

La scena non è quella intorno al tavolo durante la caccia allo squalo, è poco prima della partenza. Quint (Rober Shaw) offre a Brody (Roy Scheider) del liquore di propria produzione e il povero sceriffo (che odia pure l’acqua) non lo regge suscitando l’ilarità del cacciatore di squali.
Di certo un brindisi che porterà il sorriso sui volti di amici e parenti, un brindisi da vero marinaio! Il Film è Lo Squalo, di Spielberg 1975.

Brindiamo agli eserciti e alle battaglie che essi hanno vinto, e che gli eserciti futuri non debbano mai combattere!

E che le ali della libertà non perdano mai le piume!

È l’ora della medicina, fa L’effetto di una bomba e vedrete cose che nessuno può vedere, e non abbiamo nemmeno nominato il sacchetto dei se demoni! La chiusura del brindisi di Jack Burton è meno poetica dell’inizio, ma sicuramente più incisiva. Anche se il sentore è molto “americano” il brindisi del camionista in canotta riesce a cogliere il punto e sicuramente farà voltare verso di voi tutti gli astanti della festa.
Il film è “Grosso Guaio a Chinatown” di Carpenter e siamo nel 1986.

Alla nostra prima cliente!

Alla nostra prima e sola cliente!

Un brindisi composto, il primo degli Acchiappafantasmi ambientato durante una cena con cibo cinese, anzi un lauto banchetto comprato vendendo la cassa del fondo cassa, nella loro caserma nuova fiammante. Ray (Dan Aykroid) lo comincia e come sempre è Venkman (Bill Murray) a concluderlo. Masticate piano il vostro cenone, fatelo durare, un brindisi che necessita di una spiegazione (e magari di un complice), ma che comunque funziona ottimamente se vi trovate circondati anche da colleghi. Il film è “Ghostbusters” di Ivan Reitman del 1984!

Brindo a te, vergine stuprata!

Questo ve lo sconsigliamo a meno che non siate in compagnia di amanti del cinema estremisti, in particolare degli horror anni settanta o, in mancanza, di amici molto vicini che sanno delle vostre inclinazioni cinefile. La citazione arriva direttamente da un Dario Argento in piena forma che, tra le altre cose, si diverte anche a citare Edward Hopper sullo sfondo. Un urlo è appena arrivato nella notte di Roma (creata componendo Torino e Milano) ed è un urlo di donna. Carlo (Gabriele Lai) alza il suo calice da ubriaco, scherzando con Marcus (David Hemmings). Il film è “Profondo Rosso” di Dario Argento del 1975.

Quelli Bravi muoiono tutti. Agli amici!

Marco Pagot è uno dei personaggi più iconici dello studio Ghibli al pari di Totoro, il maiale aviatore dei tempi degli idrovolanti, la sua storie è ambientata durante la guerra dove ci si aiutava l’un l’altro, in una Milano piena di navigli e in un mediterraneo sconfinato. Non sappiamo poi molto sulla maledizione di Marco, sappiamo che è l’ultimo sopravvissuto di una squadriglia di amici e in uno dei momenti più iconici del film li ricorda, ricorda il passato mentre il futuro si fa sempre più vicino. La notizia della conferma dellascomparsa dell’amato di Gina riporta Marco con i piedi per terra e ricorda ciò che conta in questo Capodanno. Agli Amici. Il film è “Porco Rosso” di Miyazaki del 1992

Lascia un commento

*

Previous post Un obolo per l’Australia
Next post All’ombra della luna-Cyrano Day