Sotto la neve che cade

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Sotto la neve che cade

Dicembre è il mese delle emozioni.

Le lucine si accendono e si spengono, e la sala si riempie di colori che si alternano ritmicamente. Lo stereo è spento, sostituito da una cassa Bluetooth che riproduce una playlist da internet: le canzoni prima erano solo una dozzina, e si ripetevano all’infinito. Ora, per fortuna, abbiamo un po’ più di varietà. In compenso, lo spazio per l’albero si è ridotto: ora c’è una libreria in più, c’è un cane che scorrazza in giro per casa. Prima c’erano giorni interi dedicati alla preparazione dell’atmosfera natalizia, e ora si fa tutto in fretta e furia: ma di cosa è composto il Natale?

Ho sempre amato Milano illuminata a festa: non è mai sparita la magia. Questo periodo è coperto da un velo di incanto, come se fosse candida neve scesa sul Duomo, sui Navigli e su Parco Sempione. Forse è la neve dei disagi stradali, ma è anche la neve che rende tutto silenziosamente ovattato e sospeso nel tempo. È vero, il Natale è solo un’occasione, ma ha la forza delle occasioni collettive e dei momenti condivisi. È l’occasione di indagare i legami che abbiamo costruito, di riflettere su ciò che ci accomuna con le persone che abbiamo scelto, o di ripensare alle storie condivise con gli amici e la famiglia con i quali siamo cresciuti. Il fatto che tutti insieme possiamo fermarci e dedicarci a queste cose non deve per forza rendere il Natale una forzatura, o una banalità, anzi. È come se tutto il mondo ci spingesse a prenderci una pausa, e attraverso tradizioni, cene o regali, ci aiutasse a fare il punto della nostra vita. Veniamo riportati come non mai nel mondo dell’infanzia, in quel particolare stato di attesa ed emozione che ci faceva credere che tutto era davvero possibile. Non c’è periodo migliore per avvolgersi tra le pagine di un libro, da leggere sotto le coperte, o magari vicino al camino. E non c’è periodo migliore per ricercare proprio quelle letture che facevamo da bambini. Prendo un libro qualsiasi dalla libreria, mi faccio trasportare indietro, accolgo la tenerezza e la profondità delle storie per bambini.

Per me Natale significa fantasia, e spesso mi ritrovo a riaprire i libri di Harry Potter, trovando un conforto familiare tra una delle storie che più mi hanno catturato durante la mia infanzia: alcuni personaggi, alcuni luoghi letterari rimandano all’atmosfera natalizia con particolare magia. Ma sono tanti i libri che, con leggerezza, hanno il potere di avvolgere con calore tutte le emozioni che il Natale porta con sé, indipendentemente dal valore che, ognuno di noi, gli dà.
Come Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, che in pochissime pagine spiega cos’è una famiglia, con la grande delicatezza della penna di Sepulveda, che ha creato una favola semplice, limpida, ma di un impatto sempre attuale.
Come il GGG, o la Fabbrica di cioccolato, capolavori dello scrittore d’infanzia Roald Dahl, che mescolano insieme, come in un intruglio stregato, nonsense, personaggi indimenticabili e tanto cuore.
È il periodo perfetto anche per un classico come Il piccolo principe, la preziosa storia di Antoine De Saint-Exupery, che ha sempre da insegnare, con il suo finale commovente e i suoi rapidi dialoghi densi di significato.
E per chi vuole letture più lunghe e avventurose, nel mondo dei libri e della fantasia troviamo La storia infinita, di Michael Ende; oppure possiamo seguire Stevenson su una nave per pirati, alla ricerca dell’Isola del tesoro.
Ma non per forza bisogna lasciarsi andare a quelle letture che sono diventati classici della letteratura a tutti gli effetti: a volte fa bene immergersi in storie che sono davvero solo per bambini, scegliendo casualmente uno dei vecchi Battello a vapore che ci facevano compagnia nelle nostre serate lontane nel tempo.

Ma dicembre va oltre il Natale, scorre veloce verso la fine dell’anno, e in pochi giorni ci ritroviamo a fare i conti anche con il capodanno e con tutte le emozioni che quest’altra festa condivisa porta inevitabilmente con sé.

Il tradizionale countdown prima della mezzanotte rintocca tra le voci e le grida di festa. Lo sappiamo tutti, ed è per questo che lo accogliamo con sollievo e intensità dopo l’attesa: non scandisce solo la fine di un anno e l’inizio di uno nuovo. Il tempo è un fiume inafferrabile, che ci trascina con sé, verso il mare: è solo un’illusione quella di avere molteplici fini, molteplici inizi. Ma ci serve credere di poterci fermare, anche solo per quei dieci secondi di attesa capaci di racchiudere un intero anno come in uno scatolone di un trasloco. Tornare all’infanzia ci rassicura, ci fa rielaborare gli anni che scorrono, ci aiuta a ritrovare quei pezzetti di noi che rischiamo di lasciare indietro nel turbinio dei cambiamenti che ci assalgono durante la vita. Quando cresciamo, capodanno dopo capodanno, facendo il bilancio di cosa ci è accaduto durante i 12 mesi appena trascorsi, aggiungiamo dolori nuovi ai vecchi dolori. Ma nei libri per bambini, nonostante la realtà schiacciante e dolorosa che dobbiamo vivere, c’è altro, qualcosa che dà speranza, calore. È la tenerezza: anche nel male, nel buio, c’è della tenerezza in fondo, un abbraccio gentile, un conforto, una voce che ti sta accanto. Nei libri per bambini, anche quando il lieto fine non c’è, quando viene mostrata la realtà nei suoi lati più inaccettabili e sconfortanti, nei libri per bambini non ti senti mai solo.

Dicembre è il mese delle emozioni, il mese in cui tutto ci fa sentire al centro della vita che scorre, un mese di riflessioni, condivisione, affetti ma anche paure.

In questo mese ricordiamoci della tenerezza: non siamo soli, sotto questa neve che cade.

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