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A cosa serve il Natale?

Se da bambino a scuola, avessi saputo le cose che so oggi, o meglio, se avessi avuto a disposizione Internet invece di un’enciclopedia acquistata a dispense, forse avrei potuto scrivere il temuto tema sul Significato del Natale valorizzandolo con qualcosa di più delle mie domande.
Perché da piccoli crediamo che un ciccione con la barba e il vestito rosso ci porterà dei regali se siamo stati buoni? Mio fratello non lo era quasi mai eppure non mi sembra di averlo visto tenerci al caldo bruciando il carbone ricevuto. Perché devo per forza andare alla messa di Natale, invece a stare a casa a guardare la tv? Perché devo credere che tre tizi hanno seguito una cometa che li ha condotti da un bambino?

Carico di incertezze, ma fermamente deciso ad andare controcorrente, scrivo la mia domanda lì in alto, tutta a caratteri maiuscoli, come se fosse un altro titolo.
A COSA SERVE IL NATALE?
Sviluppai la mia lista di perplessità con cura e dovizia di dettagli, o almeno credo. Non ricordo bene il contenuto del tema. Ricordo solo che non presi un buon voto. Le rivoluzioni intellettuali nei bambini sono ciambelle che spesso escono senza buco.

La domanda me la sono fatta tante volte negli anni successivi. Non perché non conoscessi la risposta, ma perché ho sempre cercato di infrangere la barriera delle sensazioni inconsce e consegnare il responso alla parola scritta. Andai avanti così per molto tempo, fino a quando non venne il tempo di Babbo Maiale.
Ammetto che tradotto in italiano risulta un po’ più forte rispetto all’inglese.
Diciamo Hogfather, allora.

Sir. Terry Pratchett, che molti di voi sicuramente conoscono, è stato l’autore di numerose opere di satira, scritte usando gli stilemi del romanzo fantasy. Al momento circa metà dei suoi libri è stata tradotta nella nostra lingua. Hogfather ad esempio è ancora inedito in Italia e forse proprio per questo non conoscete la visione del natale di Pratchett.
Visione che guarda caso è fatta delle parole che ho cercato per tutta la vita.

Hogfather è la versione di Mondo Disco del nostro Babbo Natale. Porta salsicce ai bambini buoni e sacchi d’ossa a quelli cattivi, viaggiando a bordo di una slitta trainata da maiali. Ad un certo punto i Revisori, preposti al corretto svolgimento delle leggi di natura e che detestano la fantasia umana, decidono di far uccidere Hogfather. Ma quando su Mondo Disco una credenza popolare cessa di esistere, anche gli equilibri si sfaldano. La necessità di riempire quel vuoto farà nascere il Folletto Mangia-Calzini, l’Oddìo dei Postumi e lo Gnomo Taglia Capelli. Esseri fino ad allora inesistenti.

La cosa presto conduce a una serie di sconvolgimenti tali che MORTE stabilisce di dover prendere il posto di Hogfather per conservare l’equilibrio. Inizia così la sua missione impossibile; consegnare in una sola notte a bambini sia ricchi che poveri, ciò che hanno sempre desiderato. Lo farà senza curarsi delle disparità sociali e rimproverando coloro che cercano di mantenere lo stato quo della popolazione attraverso i regali.

Terry Pratchett in un certo senso condanna la perdita di passione per le credenze popolari, così necessarie all’uomo per restare umani. Una deliziosa opera ambientata su un mondo immaginario, capace tuttavia di esplorare proprio ciò che ci rende per l’appunto umani.

“Non sono stupida. Hai detto che gli umani hanno bisogno della fantasia per rendere la vita sopportabile.”
“NO. GLI UMANI HANNO BISOGNO DELLA FANTASIA PER ESSERE UMANI.”
“Fantasie come le Fate dei denti e gli Hogfather?”
“SI. È PER FARE PRATICA. DEVI COMINCIARE AD IMPARARE A CREDERE ALLE PICCOLE BUGIE.”
“Affinché possiamo credere quelle grandi?”
“ESATTO. GIUSTIZIA, PIETA’, DOVERE. QUESTO GENERE DI COSE.”

Quindi, a cosa serve il Natale?
A cosa serve credere che ci possa essere giustizia o che possiamo diventare persone migliori. Perché credere che in ogni uomo donna e bambino sia nascosto un eroe o che un giorno il mondo si salverà.

Serve a credere alle cose che non sono vere.
Altrimenti come farebbero a diventarlo?

 

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