Editoriale: Lucca devi Meritarla

L’editoriale dopo Lucca è sempre una esperienza filosofica capace di trascinarti indietro di qualche settimana solo come i migliori flashback di Lost.

E anche se questo numero sarà specificatamente dedicato al movimento contro la violenza sulle donne, visto che tanti colleghi ne parleranno, qui nell’editoriale parleremo di Lucca.
È un vortice di pensieri e sensazioni che ogni volta ti fa cadere nel regno di OZ Italiano. Alcune volte finisci sotto la casa degli zii, schiacciato da impellenze e preoccupazioni, altre volte, invece, ti ritrovi delle scarpette rosse e tutto è magia.
La strega buona del Nord ti dà solo qualche indizio, ma poi sta a te affrontare la strada di mattoni gialli, Lucca devi meritartela.
Tra le sue mille contraddizioni e promesse, Lucca, devi meritartela.
Si, certo, basta pagare per avere uno spazio, ti siedi e poi aspetti. Ma se non la meriti, se l’anno che ti divide dalla Lucca precedente lo hai passato suonando un violino mentre le formiche andavano avanti indietro, in quel caso, hai solo acquistato uno spazio vuoto che rimarrà tale.
Lucca devi meritartela se hai uno stand, ma anche se la visiti soltanto. Se sei un lettore, o un fan curioso, Lucca ti accoglierà, altrimenti sarà il tuo peggior nemico.
Lucca sente la tua passione, e se ne hai abbastanza, solo in quel caso, ti parla. Anche gli altri curiosi che la animano lo capiscono, loro lo sanno e insieme finite per fare parte di una invisibile rete che ogni tanto tira un po’, ma che comunque tiene tutti uniti.
Un filo, come la cornice di una vignetta, che abbraccia tutti , che ci accomuna trasformando un evento in una battaglia. Una battaglia che si vince con l’onore e non con la forza, con i sorrisi e non con le armi, dove il nemico non è un’altra persona, ma la fatica.
Allora se incontri qualcuno, un altro come te che ha uno stand, sai che sta combattendo esattamente la tua stessa battaglia, un fratello in arme che suda della tua stessa fatica.

Lucca devi meritartela.

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