V Novembre: Follia e sogni

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V Novembre: Follia e sogni

Il 5 novembre è diventato, in un certo modo, simbolo e significato di molti concetti importanti: ribellione, conoscenza, libertà, determinazione e sacrificio.

Che lo sia veramente è un’altra questione.

Potrebbe essere solo follia, follia pura.

Ma anche di quello abbiamo bisogno, un po’ di sana pazzia che ci permetta di distruggere i preconcetti.

Follia è lanciarsi in un’avventura non sapendo come andrà a finire, è decidere di lasciare il conosciuto per abbracciare l’ignoto.

Un po’ com’è stato per noi quando ci siamo mossi da una realtà che conoscevamo, o che pensavamo di conoscere, e ci siamo messi a costruire qualcosa di nuovo, da 0.

In un certo senso è stato il nostro 5 novembre.

Eravamo rimasti senza Niente da Dire e non abbiamo resistito alla tentazione di scriverlo, ma di andare avanti a scrivere, ancora e ancora.

È difficile? Sì lo è, molto.

Hai sempre quella voce nella testa che ti dice che devi preferire la sicurezza, che devi preservarti nel caso di imprevisti, che non puoi vivere alla giornata.

E sai che ha ragione… Perché quella voce HA ragione!

Ma d’altra parte c’è l’altra, quella che non è logica e non è composta. Quella che urla, che vede i colori, che si emoziona e che non riesce a stare al suo posto.

Ti dice che devi tentare oppure appassirai.

Se hai trovato ciò che vuoi devi andare avanti a provare, a percorrere tutte le strade possibili, a scavare a mani nude se necessario.

Ma non puoi lasciare andare.

Non puoi entrare nei ranghi e abbassare la testa e dire ” sì, va bene così “.

Perché forse in quel momento potrai esserti auto convinto che vada davvero bene così, ma solo come meccanismo di difesa per evitare di vedere quello che realmente sta accadendo: stai lasciando andare la presa, quello che ti eri sempre ripromesso di non fare.

Però attenzione, non è una questione di andare per forza, a tutti i costi, contro corrente.

No, è solo fare una scelta fatta con il cuore, l’anima e la mente. Con tutto ciò che fa di voi chi siete.

Ascoltate i consigli, riflettete, discutete, ma poi scegliete voi e solo voi.

Nessuno vi incolperà per non esserci riusciti e di aver ceduto. Ma sarà una decisione con cui dovrete convivere. Il noi siamo qui nostri giudici più severi.

Non importa quanto folle sia il desiderio, quanto improbabile la meta.

Falla tua e non lasciarla più andare.

È innegabile che faccia paura.

È terrificante come camminare su un cornicione senza funi di salvataggio, ad un’altezza vertiginosa.

Però il paesaggio è indimenticabile.

Tanti baci, Monigiri.

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