Wolfenstein e la lotta al Fascismo Eterno

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Wolfenstein e la lotta al Fascismo Eterno

Alla base di tutta la narrativa del reboot del 2014 di Wolfenstein si presuppone che il nazi-fascismo sia uscito vincitore dalla Seconda guerra mondiale e stia continuando a seminare terrore in tutto il mondo. Per fortuna, un gruppo di ribelli guidato da B.J. Blazkowicz cerca disperatamente (e con un arsenale di armi di tutto rispetto) di sconfiggere la minaccia nazista in terra, in aria e nello spazio. Avete capito bene, proprio nello spazio. Andando avanti con la serie, le avventure di B.J. si spingeranno ben oltre il confine terrestre, approdando prima sulla Luna e poi su Venere. Ma questo solo perché Marte è occupata dai fascisti del gerarca Barbagli (già Guzzanti).

La prospettiva è in prima persona, con uno sguardo immersivo sulla carneficina che svolgeremo lungo i livelli proposti dal gioco, attraverso città supertecnologiche con svastiche appese a palazzi e castelli medievali sedi di basi per il coordinamento militare. Ad enfatizzare ogni nostro singolo colpo di fucile è presente una colonna sonora ibrida tra metal ed elettronica che scandisce perfettamente il ritmo di gioco frenetico e aiuta ad immedesimarsi nella cupa atmosfera di questo mondo alternativo. 

L’ucronia di Wolfenstein crea nel giocatore una sensazione quasi singolare. Quando leggiamo che nel gioco siamo negli anni ‘60 sorge spontanea una riflessione: e se il nazismo o il fascismo avessero comunque vinto? Se fossero ancora presenti oggi nonostante la formale sconfitta? L’esempio nostrano ci mostra come esistano ancora nel 2019 diversi gruppi neofascisti (se non, addirittura, neonazisti) più o meno istituzionalizzati. Secondo Umberto Eco, si può parlare di fascismo eterno o di Ur-Fascismo. Vi sarebbero infatti una serie di caratteristiche e prese di posizione contraddittorie che configurerebbero una nebulosa fascista.

Non importa il quando o il dove, poiché si parla di fenomeni trans temporali e trans nazionali che possono essere risvegliati in qualunque momento. Tra queste caratteristiche troviamo il culto della tradizione, il rifiuto del modernismo, il disaccordo come tradimento, l’appello alla frustrazione delle classi medie, il nazionalismo, la xenofobia e l’ossessione del complotto. In generale una cultura dell’odio diffusa che, nel dibattito, genera soltanto altro odio. Un’escalation che, in ultima istanza, regala a questi gruppi il round di opportunità per giocare il ruolo delle vittime. Utilizzando il termine “fascismo” come sineddoche per indicare anche movimenti totalitari diversi, si può parlare quindi di un regime totalitario fuzzy, ovvero dai bordi sfumati e poco chiari. Una miscellanea di ideologie politiche ed economiche eterogenee spesso in diretta contraddizione tra loro. Questi neofascisti o neonazisti non viaggeranno forse con le medesime sembianze che troviamo nel videogioco sviluppato da Machine Games, ma possiedono sicuramente una forma mentis molto simile.

Bisogna quindi comprendere il fenomeno per essere in grado di individuarlo e combatterlo preventivamente. Ovviamente non si sta parlando di combattimento come lo intende il nostro Blazkowicz. Per cui, niente robottoni o armi laser! Spero vivamente possiate farne a meno.

Qual è dunque la formula per combattere il fascismo eterno e il suo odio? La conoscenza e la non violenza.

Articolo di Damiano D’Agostino, MMO.it, se volete seguirlo cliccate qui

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