Il Rinoceronte

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Il pubblico di Joker è stupido?

Se volete sapere cosa ne penso di Joker, cliccate qui, troverete un breve commento entusiasta sulla pellicola. Ma non è della fattura del film con Joaquin Phoenix che dobbiamo parlare oggi, bensì del pubblico, della sua svogliatezza e, per alcuni, della sua stupidità.
No, non credo che la singola persona che segue un cinecomic (o qualsiasi altro film) sia più stupida o più intelligente di un’altra, non in base a ciò per lo meno, tuttavia non dimentico le parole di K da MIB, interpretato da Tommy Lee Jones: Una persona è matura. La gente è un animale ottuso, pauroso e pericoloso, lo sai anche tu. Millecinquecento anni fa tutti sapevano che la terra era il centro dell’universo, cinquecento anni fa tutti sapevano che la terra era piatta, e quindici minuti fa tu sapevi che la gente era sola su questo pianeta.

Ci credo abbastanza, “la massa” della quale tutti abbiamo fatto parte una volta o l’altra è una entità simile a un cubo gelatinoso di D&D, non ha intelligenza, assimila e corrode tutto ciò che tocca. Nonostante i miei sproloqui però anche la produzione di Joker, o forse lo stesso Todd Phillips, il regista (ma secondo me è più la produzione) deve aver pensato questo.
Ora vi conviene continuare a leggere solo se avete già visto il joker, perché anche se la storia del pagliaccio principe del crimine è quella e la conosciamo tutti, nella pellicola ci sono dei colpi di scena che non me la senso di rovinarvi.
Ad un certo punto la conturbante Zazie Beetz, dopo aver seguito Arthur come sua fidanzata per metà della pellicola, si rivela essere solo una fantasia dello stesso. Un risvolto non del tutto inaspettato ma che tuttavia coglie di sorpresa se si ha mantenuto la sospensione di credulità fino a quel momento.
La rivelazione tuttavia è istantanea, Arthur entra per l’ennesima volta nell’appartamento di Sophie, il personaggio di Beetz, ma quest’ultima non lo riconosce, gli chiede come si chiama e lo invita ad uscire molto preoccupata per il figlioletto che dorme accanto. Ecco in quel momento durante la lettura del copione o magari alla fine, in montaggio, qualche papavero deve aver detto qualcosa tipo “ non voglio che il pubblico debba capire questa cosa, mettiamo un montaggio delle scene precedenti con Sophie assente, così lo rendiamo chiaro.

Questo è davvero l’unico dettaglio che non ho digerito del film, ed è un dettaglio figlio dei nostri tempi, dove il pubblico si è effettivamente impigrito, è diventato tanto svogliato da essere considerato perfino “stupido” dalle major. Un punto di non ritorno dove la fiducia con lo spettatore si è tanto assottigliata da non risparmiare nemmeno film più impegnati come il Joker. Anni fa c’era il “Sesto Senso” sulla stessa linea, ma lì il recap era giustificato perchè l’intero film si basava su quel plotwist, sui invece ci troviamo di fronte a un piccolo espediente, di effetto, ma che non va a tangere la trama totale della pellicola.
Allora mi viene da chiedere se questa deriva dove la giustificazione riguardante i buchi di trama (non è questo il caso) è sempre “ma tanto è un film”.
È una frase che sento sempre più spesso “ma tanto è un film” come se una pellicola, una storia narrata, possa essere raccontata male, senza logica, con buchi di trama o con spiegazioni ovvie (è questo il caso) perchè i film, in particolare quelli tratti dai fumetti, sono solo per svago.
Il pubblico che la pensa così mi fa pensare che forse, quelle major, non hanno tutti i torti.

7 comments

  1. Marco
     —  Rispondi

    Son punti di vista. Io non sono d’accordo…! non mi sono avvalso dei flashback per capire cosa era successo.
    Per me è servito ad accentuare la gravità della sua situazione mentale ed è anche molto triste rivederlo da solo in quelle scene, quando invece speravi che almeno con la ragazza viveva in maniera tranquilla. Hanno fatto bene a inserire quel momento di flashback…Senza questo la storia della ragazza, sarebbe stata un po’ troppo spoglia e non efficace abbastanza da raccontare la sofferenza di Arthur! Ma anche i miei son punti di vista…

  2. Alessio Cantoni
     —  Rispondi

    Ho pensato la stessa cosa, quando l’ho visto.
    In un film che intelligentemente evita moltissimi clichè del linguaggio tecnico/narrativo del cinema contemporaneo, quei pochi secondi mi hanno fatto storcere il naso. Espediente di montaggio stantio, che poteva essere evitato.
    E so bene che se ne avessi parlato con le altre persone presenti in sala, la maggior parte di loro non avrebbe neanche capito il senso o l’utilità di questa critica.
    Peccato, perchè è un ottimo esempio del concetto che hai ben espresso. E di come sia importante il gioco di stimolazione intellettuale tra autore e fruitore.
    In ogni caso non credo che il pubblico sia stupido ma semplicemente assuefatto ad una mediazione didascalica dello spettro emotivo.
    Nella collaudata scuola hollywoodiana attraverso colonne sonore, movimenti di camera, tono di colore o ritmo di montaggio la pigrizia di un autore può attingere a piene mani da un repertorio di polverosi trucchi che si ripetono da anni in tutti i media.
    E la brutta notizia è proprio che anche i registi più audaci a volte si sentano in dovere di ricorrere a questi “spiegoni” per non turbare troppo lo status quo della fruizione standardizzata.
    Joker è bellissimo, comunque.. da cinefanatico capisco bene come un piccolo dettaglio possa rovinare la visione di un film, ma da quello che ho letto poteva andare molto peggio (scena del bagno)..

  3. Michele
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    Non tutto quello che si dice ha una funzione decorativa. Quella scena non è uno spiegone, è lui che si rende conto che quello che credeva essere successo era una fantasia.

  4. Vek
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    È la storia di un probabile sogno.. solo che nel sogno reale o meno che sia lui ha almeno questa consapevolezza cioè che non ha mai avuto quell amore e quel sostegno.
    Nn è uno spiegone ma solo il proseguo del suo sogno e della sua presa di coscienza

  5. F
     —  Rispondi

    confermo l’inutilità della tua critica e della tua persona, non solo sei tu a non aver capito il film e la drammaticità quella scena, che non è uno spiegone, ma come al solito sei di una sbruffonaggine e di una saccenza senza eguali innalzandoti a livelli
    di superiorità che non ti competono.

    • Alessio Cantoni
       —  Rispondi

      “Sbruffonaggine”, “saccenza” e “inutilità della tua persona”? Maestro insegnaci la via dell’umiltà, noi ci sentiamo troppo superiori..
      Non me l’aspettavo, a quanto pare il pubblico è davvero stupido.

  6. rardnus
     —  Rispondi

    hi 🙂 bross 🙂

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