Va dove ti porta il sogno

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Somnia: va dove ti porta il sogno

Un sogno, se abbastanza potente, è quella cosa che ti sprona ad alzarti al mattino, la cui realizzazione potrebbe cambiare la tua vita portando gratificazione gioia e tripudio. Tutti hanno un sogno e le storie che rimangono impresse nella memoria collettiva, sono quelle che raccontano di sogni impossibili che sfidano le convenzioni e diventano realtà. Anche se qualche volta è importante accettare che tutto può essere ripensato dall’inizio.

Federica Di Meo e Elena Zanzi (o Liza E. Anzen) il loro sogno lo hanno realizzato e lo vivono grazie alla professione che esercitano. Una è una disegnatrice e l’altra un editor della Panini Comics. Insieme hanno scritto e disegnato la storia di un altro sogno. Non il loro e forse non il più originale, (nel concetto non nella forma) ma indubbiamente arricchito da stile, personaggi e colori che non dimenticherete facilmente.
Proprio come succede per le storie degne di nota. Quando un editor che in quasi quindici anni ha curato centinaia di volumi, tra cui Bleach, Assassination Classroom e Black Butler, incontra una disegnatrice votata al manga, di cui diventa una delle esponenti più rilevanti del nostro paese, quello che ne viene fuori è una coloratissima opera che porta il nome di Somnia: Caccia al tesoro.
In altre parole la storia di un sogno.
Uno di quelli grossi come la Luna.

Una premessa è d’obbligo. Si tratta di un’opera auto conclusiva, svincolata dalla vicenda originale cui appartengono i titoli Artefici Di Sogni e Il gioco del serpente. I rimandi e le citazioni alle stesse, sono comunque dietro ogni angolo compresi appunti i somnia, oggetti magici che esaudiscono i desideri. Anche la leva del cambio del mezzo costruito dal protagonista potrebbe risultarvi familiare, sebbene appartenga a un altro immaginario.

Il contenuto è dinamico, veloce e a tratti perfino folle. Non è facile riempire di colori delle tavole tanto stipate di dettagli, eppure Federica ci riesce con tecnica ed eleganza. Ogni pagina vi colpirà a livello inconscio per la quantità di input visivi che contiene. Una china forte che regge e confina i colori tenendo sapientemente separate le immagini. Il disegno della Di Meo è coadiuvato dalla storia scritta da “Liza”, fatta di situazioni che si sviluppano alla velocità della luce, in perfetto stile manga.

L’opera non ha nulla di invidiare a quelle originali prodotte nel paese del Sol Levante, mantenendo una sua precisa individualità nostrana. Certo, spesso le vicende in cui sono coinvolti i protagonisti (e i protagonisti stessi) sono inconcepibili oltre l’inconcepibile. Tra chi spara proiettili capaci di aprire buchi nelle montagne e chi meriterebbe l’appellativo di ingegnere dell’impossibile, le situazioni al di là del reale sfidano la più sfrenata immaginazione.

A legare il tutto c’è un sentimento energico e prestante, non solo nel tratto e nella parola, ma anche nei personaggi; uno è puro come un bambino e l’altro non mente mai. L’avvenente Deva, al pari di un novello uomo di latta vuole un cuore, anche se non lo sa e Lime è meglio tenerlo lontano dal cibo indigesto.
Somnia, Caccia al tesoro, non si limiterà a intrattenervi e divertirvi. Stuzzicherà la vostra curiosità per i volumi precedenti ricordandovi sempre la cosa più importante.
Non si puoi mai sapere dove ti porterà una caccia al tesoro.

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