L’editoriale: l’ambiente

Questo settembre è all’insegna dell’urlo di dolore della nostra Terra.

Se esistessero i bottoni rossi giganti da premere di corsa quando c’è un pericolo, beh lo avremmo premuto anni fa e ora ancora staremmo ascoltando le sirene.
Come facciamo spesso, abbiamo vissuto per molto tempo senza preoccuparci minimamente di quale fosse l’impatto delle nostre scelte sul mondo che ci circonda.
E in realtà molti continuano a farlo.
Segretamente ci diciamo che eravamo giustificati perché non sapevamo esattamente cosa stava succedendo, che consumare quattro pacchetti di fazzoletti di carta in un giorno era inevitabile, con il raffreddore! Che per portare a casa la spesa avevamo bisogno di tre sacchetti di plastica o avremmo perso tutto nel bagagliaio della macchina. O che per mantenersi idratati l’unica era comprare le bottigliette d’acqua da tenere nello zaino.
Sbagliamo tutti, sbagliamo spesso, la cosa importante è accorgersene e cambiare.

Ora che non si può più tornare indietro dobbiamo fronteggiare il problema e guardare le nostre stesse colpe e fare tutto il possibile.
Aprire gli occhi e insieme impegnarci a migliorare, a essere più responsabili, a non scegliere la via più facile. Stiamo attenti a ciò che mangiamo e al cibo che sprechiamo, a quanti rifiuti creiamo, a quanto usiamo la macchina quando invece potremmo camminare.

Niente da dire, molto da fare.

Solamente con un’azione unita e compatta possiamo davvero sperare di modificare la situazione e non dover mai più assistere a ettari di foresta distrutti dagli incendi, ad animali uccisi dalla plastica riversata negli oceani.
Anche una cannuccia in meno quando andiamo in un fast food può fare la differenza, o fare una passeggiata anche se è nuvoloso e ci siamo alzati col piede storto.

Noi siamo in prima fila, avanziamo insieme!

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