Felisi e Contenti

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Il lungo temporale

In questa rubrica, come ormai avrete capito, si parla di storie che hanno avuto un lieto fine o che sono sulla buona strada per trovarne uno. Tuttavia, l’ampia declinazione del termine, qualche volta lascia queste storie protese verso un finale in sospeso.
Un po’ come quella che segue, che racconta di quando alcune persone scoprirono che i mostri esistono.

I luoghi sicuri sono pochi e questo, nostro malgrado, lo impariamo crescendo. Privare qualcuno della fiducia nei confronti di uno di questi posti è un’azione meschina e quando questo succede ai danni di un bambino, allora parliamo di veri e propri mostri.
Accadeva dieci anni fa, proprio in una di quelle istituzioni che dovrebbero essere luoghi sicuri e spensierati. I nidi per l’infanzia. Posti dove i fanciulli fanno le prime amicizie, impararono a relazionarsi con i coetanei e perché no; si affezionano a un adulto con cui non hanno un legame di sangue.
Uno di quegli stessi adulti che andrà a infoltire le fila dei paladini di quel castello, difendendolo dai mostri.

Adesso prendiamo come esempio Bruce Banner. Solo per un momento. Molto più vittima che eroe, se ci pensate.
Per la precisione è uno scienziato che, suo malgrado, resta coinvolto in un incidente che cambierà la sua vita per sempre. Bruce non voleva diventare una vittima. Chi lo vorrebbe? Purtroppo però gli accade qualcosa di terribile e da quel momento in poi, niente sarà più come prima. Negli anni a seguire certi periodi saranno migliori di altri, qualche volta anche per molti giorni di seguito. Ma l’incarnazione di questa tragedia chiamata Hulk, non se ne andrà mai del tutto. E così Banner impara a conviverci per la sola ragione che non può fare diversamente.
Eppure non è Hulk il mostro di questa storia.

Era un giorno come gli altri, fatto di ritardi, chiacchiere e fiducia nel prossimo. Ilaria Maggi, insieme a molti altri genitori portava il proprio figlio all’asilo. Poi scoppia la bomba. Non una ai raggi gamma, ma una di quelle che ti fanno a pezzi da dentro. Erano passate solo poche ore quando sui loro cellulari comparve il numero del nido. Era successo qualcosa di molto grave. Dovevano andare di corsa a prendere i loro figli. La notizia era anche al TG nazionale. Due maestre del Cip e Ciop di Pistoia erano state arrestate per maltrattamenti.
Picchiavano i bambini.

I video che la polizia aveva ottenuto dalle telecamere nascoste, a seguito della prima denuncia, mostrarono a un gruppo di increduli genitori vessazioni di ogni tipo inferte ai danni dei loro figli. All’inizio fu la parte debole di Banner a prendere il sopravvento e quei genitori precipitarono in una caduta interminabile, di quelle da cui le persone normali possono anche non rialzarsi più. L’altra parte, quella verde, avrebbe volentieri fatto ciò gli riesce meglio, usare la rabbia distruttiva di Hulk per combattere quei cattivi che, al pari del gigante verde, sono il parto della prolifica mente di un fumettista. Ma per i cattivi del mondo reale serviva paradossalmente lo stesso tipo di forza capace di tenere a bada Hulk dentro Banner.

Non fu facile emergere dalla nebbia del dolore e dell’incredulità. Eppure quelle stesse persone che pensavano di non poter più rimettere insieme i pezzi, attinsero alla stessa determinazione del “debole” Banner perché, proprio come lui, non volevano che altri patissero lo stesso dolore. Quella fragilità divenne strumento di aiuto.
A un anno da quegli eventi, nascerà La Via Dei Colori.
Un’istituzione che offre supporto alle vittime di maltrattamenti per tutelare minori e minoranze all’interno di scuole, case di cura e altre strutture. Affiancata da un sempre crescente numero di altri eroi, quali avvocati, psicologi o semplici volontari, Ilaria Maggi oggi è alla guida uno dei punti di riferimento più importanti del nostro paese, raggiungendo in solo decennio di attività risultati strabilianti.

In un’Italia portata alle facili conclusioni e alle dita puntate, il comportamento di quelle maestre ha svilito e leso la categoria tutta, rendendo i genitori diffidenti in più casi di quanto non fosse necessario. Colpire come farebbe il gigante di giada è una tentazione di cui è facile cadere preda. Capire invece se e come intervenire richiede l’altro tipo di forza. La stessa che ha consentito a Banner di averla vinta su Hulk così tante volte. La Via Dei Colori, con la sua consulenza, il numero verde e le decine di altri servizi e progetti, rappresenta in qualche modo la “giusta” giustizia.
Quella che insegna come riconoscere e se necessario a colpire i cattivi. Non con un’ampiamente giustificata furia cieca, ma con il coraggio di affrontare i mostri a viso aperto, sfruttando le leggi e gli strumenti del sistema. Soprattutto con l’aiuto di chi non ha paura di usarli.

A volte le persone restano per anni sotto un lungo temporale.
Uno di quelli brutti, arrivati all’improvviso, quando meno te lo aspetti.
Vengono colte di sorpresa bagnandosi così a fondo che i pensieri felici sono travolti dell’acqua gelida. I lampi invece di illuminare la strada, hanno fatto luce su quei mostri che prima del temporale credevano tanto lontani da non essere veri.
Eppure qualche volta, quando di punto in bianco la tua vita si guasta e la pioggia sembra non voler smettere mai, istituzioni come La Via Dei Colori ci fanno capire che non serve aspettare che torni il sole e che la risposta migliore è solo in un ombrello più grande.

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