Tre domande a chi salva le vite in mare: Alessio Battifoglia

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Tre domande a chi salva le vite in mare: Alessio Battifoglia

Questo mese abbiamo deciso di dedicare la nostra rubrica a un lettore particolarmente speciale, una persona che ha deciso di intraprendere una via difficile, ma che può dare enormi soddisfazioni: la via del mare. Il suo nome è Alessio Battifoglia, classe 1989, nato a Siracusa ma vive da pendolare a La Spezia. Il suo lavoro? Operatore radar della Marina Militare. Dieci anni di onorato servizio di cui cinque da volontario. Il suo lavoro lo ha portato a navigare nell’Oceano Indiano, visitando luoghi come lo Sri Lanka, Dubai e Musqat, e ha portato a termine numerosi missioni nonostante i sacrifici che un mestiere del genere comportano: la lontananza dai propri affetti, la scomodità di luoghi chiusi e…i problemi fisici che i viaggi in mare comportano, ma soprattutto: salva vite in mare. Non può parlarci per questioni di dovere direttamente delle manovre della marina e di cosa fanno fisicamente le navi per salvare mi granti o chiunque sia in difficoltà in mare. Ma il cuore c’è, e pulsa, e noi abbiamo voluto fare tre domande alla persona.

Abbiamo deciso di fare una bella chiacchierata con Alessio e rivolgergli le nostre tre domande:

NDD: Cosa ha spinto un ragazzo come te a intraprendere la via del mare?

ALESSIO: Non c’è una motivazione forte dietro la mia scelta di entrare in marina, avevo 19 anni e non sapevo assolutamente nulla di ciò che stavo andando a fare. Un po’ di incoscienza e un pizzico di curiosità sta alla base della volontà di intraprendere un cammino che mi ha portato a visitare luoghi dall’altra parte del mondo. Un cammino che non è sempre in discesa, ma che ti permette di crescere dal punto di vista umano e professionale.

NDD: C’è un libro o un film a cui, per il lavoro che svolgi, ti senti particolarmente vicino?

ALESSIO: Come si può immaginare, stando così tanto tempo in mare, è possibile dedicarsi alla lettura con maggiore intensità del solito. Ho letto centinaia di libri in questi 10 anni dedicandomi a tutti i generi, dai fantasy ai saggi storici. Ti dirò semplicemente il libro che mi ha fatto piangere più in assoluto: Eravamo giovani in Vietnam di Harold G. Moore e Joseph Galloway. Le ultime pagine che raccontano i momenti della consegna della lettera alle famiglie dei caduti, sono state le più strazianti che abbia mai letto. Come ultima cosa permettimi di dire che uno degli scrittori che più apprezzo è Roberto Saviano.

NDD: Cosa ti lascia davvero senza Niente Da Dire?

ALESSIO: Quello che più mi lascia Niente Da Dire è quando osservo il mare in navigazione. In quel momento non ci sono né domande né risposte. Solo la grandezza del blu fino all’orizzonte.

Non ci resta che ringraziare di cuore Alessio e auguragli buon vento e mare calmo!

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