In simbiosi con Venom

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In simbiosi con Venom

Il miglior termine per definire Venom, terrificante creatura aliena nonché supervillain d’eccellenza dell’universo Spider-Man, è simbionte. Simbionte è un qualunque organismo che stabilisce sul lungo termine una stretta relazione biologica con un altro organismo. In questo caso, anche la creatura “ospite” prende il nome di simbionte. Nulla vieta che i due possano appartenere a specie totalmente differenti, anzi: spesso gli organismi simbiotici che coesistono insieme stanno agli antipodi, come tipologia.

Dobbiamo fare subito un’importante distinzione: esistono ben tre tipi diversi di simbiosi, ciascuna con le sue peculiari caratteristiche, e una serie di vantaggi e svantaggi per ciascun partecipante.
La simbiosi mutualistica, anche definita “altruismo reciproco” è un rapporto biologico tra due organismi differenti dal quale entrambi traggono vantaggio. Un classico esempio di questo tipo di simbiosi è costituito dai pesci pagliaccio (Nemo, per intenderci) e le anemoni: il pesce pagliaccio, estremamente territoriale, tiene alla larga alcuni pesci che si nutrono dell’anemone, e in cambio i tentacoli urticanti dell’anemone proteggono il pesciolino dai suoi predatori. Egli non corre rischio di restane ferito, in quanto secerne all’esterno del suo corpo un muco che lo ricopre, proteggendolo dagli effetti velenosi dei tentacoli urticanti. Il principio di base è “Io aiuto te, tu aiuti me” (nel nostro esempio, io faccio in modo che non ti mangino, e io ricambio).

Il secondo tipo di simbiosi, detta commensalistica, comporta che mente uno dei due simbionti riceve un beneficio per la sua sopravvivenza, l’altro non ottenga invece alcun particolare vantaggio (o danno). Ottimi esempi di commensalismo sono i nostri amici a quattro zampe (cani e gatti), ma non in questo momento della storia. Millenni fa, prima del vero e proprio addomesticamento, i futuri cani (perlopiù lupi) avevano stabilito una relazione di simbiosi commensalistica con gli esseri umani di allora. I canidi più audaci, meno propensi alle reazioni aggressive, iniziarono ad avvicinarsi all’uomo per approfittare delle carcasse di animali derivanti dai suoi scarti alimentari. I “proto-cani” ricevevano un aiuto nel cibo, mentre gli umani primitivi non ricevevano alcun vantaggio. Solo dopo capirono di poter sfruttare le straordinarie doti di caccia e territorialità dei canidi, e attraverso un progressivo avvicinamento tra i due quegli antichi lupi iniziarono a differenziarsi dai loro parenti ancora selvatici. E dopo millenni, ecco il nostro fido.

Il terzo e ultimo tipo di simbiosi è probabilmente quella più famosa. Stiamo parlando del “parassitismo”, ovvero quando il simbionte parassita riceve dei benefici a danno dell’organismo ospite. Un triste esempio è dato dalla malaria, malattia che affligge numerosi paesi del mondo. Il parassita in questione è un piccolo organismo, un protozoo, che una volta entrato in circolo attraverso la puntura di una zanzara (tipicamente del genere ) inizia a infettare i globuli rossi provocandone infine la distruzione per emolisi, portando dunque il soggetto infettato all’anemia, insieme a tutta una serie di effetti gravi quali febbri alte ed emorragie interne. I protozoi ottengono il vantaggio di essere ospitati in un ambiente favorevole alla loro proliferazione e diffusione, visto che una zanzara che punge un soggetto infetto può diventare a sua volta vettore della parassitosi. Il soggetto infettato invece, subisce gravi effetti collaterali che possono portare anche alla morte.

E Venom, a quale categoria appartiene? In un certo senso a tutte e tre. Inizialmente, l’ospite non percepisce alcun effetto negativo. Ma presto si accorge che le sue capacità psico-fisiche risultano enormemente potenziate. Solo dopo emergono gli effetti dell’aumentata aggressività e delle modifiche alla personalità. Addirittura, il simbionte porta in giro l’ospite di notte, portandolo a sentirsi esausto al suo risveglio, con un effetto logorante nel tempo.
Fortuna che tutto questo è solo frutto della fantasia. Oppure no?

Beh, che lo vogliate o meno, milioni di organismi simbiotici vivono allegramente nel vostro intestino (a meno che non siate sotto antibiotici). Questi prosperanti esserini non solo altro che batteri del tipo Escherichia Coli, i quali, aiutandoci a digerire il materiale ricco di fibre alimentari che altrimenti resterebbero inutilizzate, producono nei loro processi digestivi alcune sostanze estremamente utili per il nostro organismo, in primis le vitamine B e K. Ampliando lo sguardo ci rendiamo conto che in realtà questo tipo di rapporto biologico non è così raro in natura: si stima che circa il 40% dei mammiferi viva costantemente in un qualche relazione simbiotica con altri viventi.

Quindi lasciate in pace Peter Parker e andate a mettere su un bel piatto di pasta integrale.

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