Tre Domande

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Tre domande a Koogi: il fenomeno di Killing Stalking

Durante lo scorso Etna Comics abbiamo avuto il privilegio di poterci avvicinare a un’autrice coreana tra le più conosciute e popolari attualmente.
Parliamo di Koogi, creatrice di Killing Stalking, webtoon edito da Lezhin Comics e portato in Italia in versione cartacea dall’abilissima casa editrice J-Pop già nel 2017.
Per chi non conoscesse la storia, cominciata nel 2016 su rete, segue le vicende di Yoon Bum un ragazzo che sviluppa un amore ossessivo per un suo compagno di università, Oh Sangwoo, al punto di entrare di nascosto in casa del secondo. Lì scopre la vera natura del suo amato, ossia quella di serial killer. Prigioniero dello stesso ragazzo che aveva “stalkerato” inizia così una relazione abusiva e perversa tra i due.

Il grande successo internazionale lo si deve alla profondità con cui vengono sfaccettati i personaggi e le loro personali psicosi, un ritratto di come abusi fisici e manipolazioni mentali impattino sulla psiche umana, in un alone drammatico e dark.

A oggi sono stati pubblicati otto volumi da J-Pop in Italia e siamo nel corso della Seconda Stagione.
Abbiamo dunque scambiato qualche parola e le nostre classiche Tre Domande con l’autrice Koogi!

NDD: Sei nata online e sei approdata in uno, anzi molti volumi: come vivi questo passaggio da web a cartaceo?

Koogi: Quando ho iniziato a disegnare il webcomic, l’ho strutturato proprio per il web, quindi non era pensato per essere adatto al cartaceo. Devo dire che la cosa mi aveva dato qualche preoccupazione agli inizi, ma J-Pop è stata bravissima a stampare l’edizione cartacea e la cosa mi ha resa estremamente felice!

NDD: Dai manhwa ai drama che sono sempre più popolari in occidente ed è quello che ci esrve per conoscere a livello pop la cultura coreana quanto si può imparare per davvero sulla cultura coreana e si possono considerare una sorta di insegnamento per noi?

Koogi: Riguardo manhwa, webtoon o webcomics contengono molti aspetti culturali che rispecchiano la realtà coreana e quindi si può imparare molto della cultura e della tradizione della Corea impiegando relativamente poco tempo.
I drama invece richiedono più tempo e questo vale anche per i coreani; se prendete la metro, vedete tutti che leggono webcomics, sono più rapidi e immediati.

NDD: In Killing Stalking parli di un rapporto estremo in qualche modo ai margini della società, ma che comunque parte da essa. Qual è la situazione reale nei rapporti umani tra i giovani nella società coreana e cosa ti lascia senza niente da dire?

Koogi: I giovani d’oggi creano rapporti tra persone con gli stessi gusti e gli stessi hobby o preferenze mentre evitano chi sta al di fuori dei loro gusti personali. Se il prossimo ha un carattere diverso o poco compatibile, ci si allontana e non si cerca di comprendere l’altro. Quindi direi che la mancanza di comprensione è la cosa che più mi lascia senza niente da dire.

Grazie a Koogi e al suo gentilissimo staff, alla casa editrice J-Pop e in particolar modo a Georgia Cocchi Pontalti per questa intervista!
Se volete scoprire qualcosa in più su Killing Stalking, trovate tutto qui!

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