Sailor Moon: la luna splende

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Sailor Moon: la luna splende

In quella metropoli che è Tokyo c’è un piccolo quartiere su cui di notte la luna splende luminosissima e da cui si vede benissimo la Tokyo Tower.
Ha un nome un po’ buffo, Azabu Juban, e non è molto conosciuto, però…
Però è il luogo dove è nata una pietra miliare del fumetto giapponese: Sailor Moon.

Era il 1991 quando uscì il primo numero di Pretty Guardian Sailor Moon ( 美少女戦士セーラームーン) opera di Takeuchi Naoko. Un anno dopo viene trasmesso il primo episodio dell’anime.
Da allora niente più fu come prima.
Potrebbe sembrare un’esagerazione ma il riverbero che ha avuto continua fino ad oggi, quasi trent’anni dopo.

La guerriera che veste alla marinara

Se per caso qualcuno non ne ha mai sentito parlare la storia tratta di Usagi, normale ragazza di città, svampita e pigra, che scopre grazie ad una gatta parlante di nome Luna, di avere un compito: trasformarsi in una guerriera e, con il potere della luna, affrontare la minaccia che grava sulla Terra. Si uniranno a lei diverse altre combattenti vestite alla marinara (ovvero con un costume che richiama la divisa obbligatoria delle studentesse giapponesi), ognuna con un potere legato a un pianeta.

Un’eroina imperfetta

Piange spesso, è goffa e più di una volta ha bisogno di tutto l’aiuto possibile per riuscire nella sua missione, eppure è così che deve essere.
Incredibilmente facile è rivedersi in lei, immedesimarsi. Gli avversari non sono gli stessi ma le battaglie sì. Il continuo affrontare situazioni che ci sembrano più grandi di noi con il timore nel cuore di non essere all’altezza.
Quante volte vorremmo infilarci sotto le coperte e non pensarci più, piuttosto che alzarci e andare?
Quante volte vorremmo che fossero altri a toglierci la patata bollente dalle mani quando invece tocca a noi?

Proprio quando e come si affrontano le difficoltà ci fa capire se siamo eroine (o eroi) oppure no.
E Usagi lo è a tutti gli effetti.
Combatte e non si tira indietro, per quanto si lamenti nel momento decisivo è sempre in prima fila, si sacrifica per chi ama ma anche per chi non conosce, semplicemente perché sa che è la cosa giusta da fare.
Così come Mars, Mercury, Jupiter, Venus, Pluto, Saturn, Uranus e Neptune, le sue compagne. Ognuna di loro ha dovuto fare delle scelte difficili e ognuna a modo suo ha trovato un modo per reagire e avanzare.

È stato detto recentemente “Chissà se la Takeuchi si sarebbe mai aspettata l’impatto che il suo manga avrebbe avuto”.
Non crediamo.
Probabilmente è stata solo ispirata dalla luna a seguire i suoi sogni.

 

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