La recensione di Evangelion come l'adatterebbe Cannarsi

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La recensione di Evangelion come l’adatterebbe Cannarsi

Nel caso abbiate la volontà di conoscere per benino la finalità di Neon Genesis Evangelion, è il posto giusto nel quale siete
Se di voi la domanda che voialtri vi ponete è la stessa di un altro caso di recensione la risposta è sì, vi diremo il nostro pensiero.
Per esempio che l’animazione per voi non valga alcunché di già vi sconsigliamo di approcciarvi per la volta primordiale alla vista di questa versione di Netflix, recuperate l’adattata prima di adesso.

Se contrariamente la volontà di vostri è invece quella di ri-assistere alla serie che c’è stata nell’infanzia e trovare ancora emozioni non dissimili, dovete accendere. Ma a nostro avviso la delusione arriverà repentina.

Stante la consapevolezza appena appresa, i più coraggiosi saranno di certo quieti nel gustarsi un adattamento differente, giacché verboso e desueto ma almeno vario.
Il modo di fare del Cannarsi si conosce già da quel dì e anche se occupato si è della prima amata versione di Evangelion ora ritorna con far da direttore
Direttore lo è davvero e anche se sui doppiatori niente verrà messo a domanda, sul suo lavoro invero qualche pelucchio spunta. Se con Porco Rosso i premi dell’orecchio sono arrivati, ora nulla più può essere speso in difesa.

Il lavoro per bene non è fatto, l’impegno par aver l’indirizzo di complicare senza uno scopo, come lo è questo scritto. E allora ci chiediamo il motivo, se l’adattamento non rispetta e allontana l’utente non è un buon adattamento, in particolare se si tratta di un capolavoro come lo è Evangelion.
Del tutto normale è il riscontro degli osservatori di tutta Italia, provvedimenti tempestivi e adeguati andrebbero presi, altrimenti sarà un bel guaio.

Ci piacerebbe pensare che per quanto detto si siano già predisposte delle contromisure, perchè da Angelo ad Apostolo è un degradare, non vi sembra?
Un pochino meglio ci aspettavamo da questa tanto aspettato riadattamento. La delusione non decede nel cuore nostro e con consapevolezza vi rendiamo partecipi del nostro dissenso.

Il nostro consiglio è di non darvi pena per una occasione dilapidata e di affrontarla con l’avvedutezza che l’occasione stessa suggerisce.
L’adattamento che ci ha cresciuto esiste, non è svanito e così la lingua originale e i magici sottotitoli, l’amaro rimane?

8 comments

  1. Francesco Melani
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    Invero un articolo di buona fattura.

  2. Tyreal Per Benino
     —  Rispondi

    Ho letto questo articolo a dovere e infatti si è finiti a discorrerne anche da questa parte, certo.

  3. Mauro Di Gregorio
     —  Rispondi

    E’ un articolo un pochino più stupendo rispetto ad altri che ho letto. Bravi voialtri.

  4. Omar
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    Mi sovviene arduo il potere giudicare l’animazione di cui avete voialtri esposto non avendolo me medesimo ancora potuto ammirare, ma altresì gran sterco di suino pare.

  5. Andrea Sbragia
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    Gaudio! Hip Hip Hurrah! Ed infine somma gioia e delizia poter di legger cotali beltà

  6. Emilio Gatto
     —  Rispondi

    Invero, a una recente nel tempo fiera del disegno e dell’arte collocata nella nostra grande isola più meridionale, io ebbi la sorte di desinare al tavolo con l’autore di codesto adattamento, ma senza conoscerne l’identità e tantomeno le mansioni. Dopo molte sue favelle che mi lasciarono piuttosto dubbioso, ora si palesa chiaro ciò che l’animo mio tentava di comunicarmi dal profondo. Anzi, ora che lo riporto alla mente, neanche troppo dal profondo. Il suo era un avvertimento forte e chiaro. E allora all’animo mio solo una cosa oggi voglio rispondere: Bella zio.

  7. Sal
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    Per l’appunto! Ben si confà alla di voi testata la redazione di tali testi. Invero la lettura mi cagionò gioia, sebbene permanga l’amaro sentore d’esser stato ben buggerato dal Cannarsi.

  8. Biodom
     —  Rispondi

    Perché degrado? Apostolo può lasciare intendere una “regia” ben più alta relativa alla venuta di questi esseri, quindi rende tutto ben più interessante, imho. Poi “era sempre meglio prima”, è una tendenza molto diffusa e radicata, un conservatorismo innato e stucchevole, talvolta.

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