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Franco Brambilla: istantanee dal fantastico

Come si fa a catturare l’attenzione di un potenziale lettore da una copertina, magari spingendolo a volare con l’immaginazione… ma senza tarpargli le ali? Difficile riuscire a fare tutte queste cose insieme, soprattutto nel campo del fantasy e della fantascienza.

In Italia la letteratura fantastica comincia a “vedersi” con le riviste della seconda metà dell’Ottocento, spesso e volentieri proprio grazie alle illustrazioni di artisti a volte rimasti sconosciuti, ai quali capita – in un Paese dove l’analfabetismo di massa sarà sconfitto soltanto per l’intervento di Santa Madre Televisione, negli anni Cinquanta del Novecento – la gran parte della responsabilità del costruire l’immaginario del grande pubblico.

È soprattutto grazie a chi è chiamato a visualizzare (a volte, ricreare) i mondi e gli universi immaginati dagli scrittori – naturalmente facendo tesoro delle suggestioni esercitate dalle scenografie teatrali e poi dalle pellicole cinematografiche – che la maggioranza degli italiani ottiene il biglietto gratuito o a poco prezzo per poter viaggiare con la fantasia nei meandri dello spazio-tempo. Dai “Viaggi straordinari” di Jules Verne agli orrori teatrali in stile Grand Guignol, senza dimenticare gli esotismi del veronese Emilio Salgàri e la diffusione a buon mercato del fumetto avventuroso USA anni Trenta, tutto confluisce nel crogiuolo di influenze che s’incanalano fino a noi, in particolare nella fortunata collana di fantascienza “Urania” ininterrottamente nelle edicole italiane dall’autunno 1952.

Dopo i fasti iniziali del francese Kurt Caesar e quelli dell’età d’oro dall’estro dell’olandese Karel Thole, ormai da vent’anni è il milanese Franco Brambilla ad assumersi l’onere e l’onore di dar forma ai sogni (non di rado agli incubi) di un domani sempre più simile al presente, e viceversa. Nato il 23 marzo 1967 e abbeveratosi fin da piccolo a una quantità di fonti come mai nella storia umana – libri e fumetti, film e telefilm, live action e animazione, modellini e videogiochi – dopo il diploma all’Istituto Europeo del Design nel 1991 inizia subito ad appassionarsi ai primi rudimenti dell’illustrazione assistita dal calcolatore, creando in pochi anni migliaia di immagini tecnico-scientifiche per libri di scolastica e divulgazione, finché la passione per i programmi 3D e il richiamo della fantascienza, complice una copertina dedicata nel 1996 a James Ballard, gli aprono le porte dei “Classici Urania” nel 1998 e della rinnovata “Urania” a luglio 2000.

Nell’illustrazione digitale l’autore trova la naturale evoluzione della sua passione per la fotografia e il modellismo, in particolare per la serie 3DSF ideata da Kow Yokoyama. L’ammirazione per artisti come Chris Foss e Tim White (che ai tempi usano l’aerografo), Syd Mead e Ralph McQuarrie (designer per i film di Ridley Scott e George Lucas) restano sottotraccia per riemergere in un mélange subliminale, creando figure d’impatto fortemente personali e che – oltre a dare immediata riconoscibilità alla collana Mondadori negli scaffali delle edicole – sono anzitutto in grado di emozionare, colpendo chi guarda come una scarica laser.

Ben presto autori di chiara fama come gli statunitensi Dan Simmons e Paul Di Filippo richiedono esplicitamente Brambilla il più possibile come loro copertinista, fino al caso del milanese Dario Tonani che dopo le prime esperienze comuni lo coinvolge direttamente nel creaare ambientazioni e manufatti del suo “Mondo9”: un compito a cui Franco si appassiona e che riesce a portare a termine in modo… stratosferico, riuscendo una volta di più a non privare il lettore del piacere di dar sfogo alla propria immaginazione ma al contrario rilanciandola esponenzialmente.

La voglia di sperimentare “verso l’infinito e oltre” lo porta al divertissement “Invading the Vintage”, iniziato per scherzo nel 2007 ma subito apprezzato e rilanciato in decine di blog e riviste internazionali. Si tratta di una sessantina di cartoline d’epoca anni Cinquanta-Sessanta in cui, con pieno gusto back to the future, l’autore aggiunge in 3D icone pop della fantascienza globale che trasudano ironia e passione da ogni pixel. Tra una famigliola svizzera che si fa fotografare insieme a tre enigmatici alieni (“Greetings from Switzerland”, la prima realizzata) e camminatori AT-AT di “Star Wars” di corsa sulla strada di un litorale o l’astronave di “UFO robot Goldrake” miracolosamente atterrata all’aeroporto di Santa Barbara si… spazia letteralmente in tutti i mash-up che la fantasia può suggerire.

Accanto alle sempre più numerose mostre personali e locandine per festival e raduni a cui non manca di partecipare, grazie al moderno print-on-demand dal 2010 Brambilla ha iniziato a confezionare ad arte “I Mondi nel Cerchio”, volumi tematici autoprodotti arricchiti da sfiziose “outtakes” (versioni alternative di copertine non utilizzate, non di rado più accattivanti di quelle definitive) e astronavi realizzate a mano “dal vivo” a personalizzare ulteriormente l’oggetto: tra queste anche “The Art of Mondo9” (con altre chicche inedite) e “Uraniarama” (con le prime 120 cover a tutta pagina di “Urania Collezione”).

Perché quando il limite è il cielo, rivedere le opere migliori è anche un modo per prender meglio la rincorsa.

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