Perchè festeggiamo il Towel Day?

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Towel Day: storie di asciugamani

Nella vita le domande non finiscono mai.
Sono le fondamenta su cui viene costruita ogni società evoluta che vuole evolversi ancora un po’.
Il problema è che spesso le persone (nient’altro che fastidiose forme di vita a base carbonio di cui sono fatte molte società), si pongono delle domande, trovano le risposte, si accorgono che quelle risposte non gli piacciono e le cambiano.
Le società evolute a volte fanno questo.
Cambiano le risposte.
Un bizzarro signore originario di Cambridge, tempo fa aveva postulato una risposta con il fine di comprendere la domanda. Non finì bene.
D’altro canto lo stesso signore in un suo libro dedicò un intero paragrafo all’importanza di avere sempre con sé il proprio asciugamano. Nel caso specifico si trattava di un bisogno nato da una circostanza un po’ insolita. Quella in cui ti ritrovi a fare l’autostoppista galattico. Eppure, inevitabilmente, ci ricorda che questo fin troppo spesso accade anche nella vita reale.
Pur non essendo appena usciti dalla doccia, caduti in piscina o in procinto di sdraiarci su una spiaggia, siamo ormai persuasi del fatto che sia necessario avere sempre con noi il nostro asciugamano.

Dov’è il mio asciugamano?” è la domanda più importante che riusciamo a porci un giorno su due. Nell’altro giorno ci chiediamo cosa mangeremo a pranzo.
Dall’alto del suo metro e novantasei di altezza, quel gigante inglese doveva aver avuto una visuale eccellente sul mondo e sulla società. Forse non era esattamente nelle sue intenzione parlarne, ma qualcosa di molto sagace in merito lo ha sicuramente scritto.
In questo era piuttosto abile.Per farlo usava redattori originari di Betelgeuse, burocrati intergalattici amanti della poesia, cetacei che gareggiano in caduta libera con vasi di petunie. Reinventava la matematica per spiegare il funzionamento di motori improbabili o a propulsione bistro-matica. Una cosa che come minimo avrebbe fatto venire il mal di testa a Hegel.
E naturalmente scriveva di asciugamani.
Se un tizio con il nome di un’auto ti chiede dove sia il tuo asciugamano, la domanda potrebbe risultare strana. Anche per chi si trova in un pub a bere birra durante l’ultimo giovedì della terra. Ma il punto (e qui casca l’asino avrebbe detto il costruttore di fiordi), è che il quesito non solo è strano, ma anche privo di valore.
La domanda, non quella sulla vita, l’universo e tutto quanto bensì quella sull’asciugamano, forse in fondo è solo il punto di vista soggettivo di un personaggio. Insomma, ci vuole parecchia pratica per arrivare anche solo a domandarci se quello che per molti è importante, lo sia davvero.
Quando succede, smettiamo subito di chiederci dove abbiamo lasciato il nostro asciugamano.

Dietro l’originale follia di quel signore inglese si è nascosta spesso l’ombra di una robusta depressione. Chi può sapere come questo abbia influito sull’importanza che dava lui, alle domande importanti per gli altri. Una cosa però è certa. Sapeva bene che domande fare a se stesso.
Pensiamo che Douglas Adams con i suoi libri ci abbia involontariamente insegnato anche questo. A chiederci se sia il caso di dare così tanta importanza a quello che afferma il primo alieno che incontriamo, senza prima indagare almeno un pochino.
Interrogarci in merito a quello che vogliamo davvero è il primo, fondamentale passo verso una percezione più ampia della vita, l’universo e… beh insomma, avete capito.

Ecco perché il 25 maggio di ogni anno potreste vedere delle persone a spasso con un asciugamano. Loro non pensano che quell’asciugamano sia importante. Semplicemente festeggiano il fatto di sapere sempre dove lo hanno lasciato.
Anche se non hanno il nome di un’auto.

2 comments

  1. SmaraN
     —  Rispondi

    Genio!
    All’inizio non capivo dove sarebbe andato a parare l’articolo e alla fine ti fa fare una riflessione geniale
    Mi ha fatto pensare un sacco e ho concluso che se voglio io lo so dov’è il mio asciugamano!

    Grazie di esserci ragazzi

  2. The teacher
     —  Rispondi

    Ale sei sempre super creativo, complimenti!
    Io comunque generalmente cerco le ciabatte più che l’asciugamano :))
    The teacher

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